PESCARA. Due vetture viaggiatori cariche di sfollati, due vagoni scoperti per il trasporto merci vuoti, la motrice: così il trenino della Fea lasciò la stazione di Penne alle 15 del 7 novembre 1943. Era a un chilometro dalla galleria di Collatuccio quando piombarono dal cielo 4 aerei Spitfire della Raf in volo radente. Inutile il tentativo del macchinista Luigi Leone di accelerare e portare il convoglio al riparo nel tunnel: le mitragliatrici inglesi non lasciarono scampo. Fu un massacro: donne e bambini morti, orribilmente mutilati, falciati mentre correvano lungo la scarpata. Non si è mai saputo il numero esatto delle vittime: più di 40, forse 43, 36 i feriti. Tra i primi a cadere il capotreno Galizio Sciarretta. «Il treno grondava sangue come se ne avessero allagati i corridoi», racconterà anni dopo il guidatore. La rassegna stampa sul trenino Pescara Penne raccolta nel volume dedica ampio spazio agli articoli su quella orrenda pagina di guerra; anch'essa fa parte della storia della Fea.