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Pescara, 04/05/2026
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Data: 18/06/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Teodoro lascia il centrosinistra. Dalla Margherita va al Pdl: «Del Turco controlla tutto»

PESCARA. Primo giorno di lavoro per il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Camillo Cesarone e primo dispiacere. Dice addio alla maggioranza Maurizio Teodoro, fino a ieri capogruppo della Margherita e prossimo a confluire nel Popolo della Libertà.
Una scelta meditata a lungo, preannunciata, simulata, finalmente abbracciata, dopo mesi di opposizione interna, dimostrata con i voti in commissione, con i silenzi in aula, con le assenze dalle riunioni di partito.
Che Ottaviano Del Turco non fosse nelle corde di Teodoro si era capito da tempo, mentre è cresciuta più lentamente l'opposizione al segretario regionale del Pd e sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso, dal quale ha preso le distanze anche il fratello di Maurizio, Gianni, ex vicesindaco della città adriatica.
L'addio si è materializzato dunque, e non casualmente, all'indomani del vertice del Pd, dal quale Teodoro era assente, che ha indicato capogruppo in consiglio Camillo Cesarone, uomo vicinissimo al presidente Del Turco. Cesarone ieri aveva lanciato un programma di riconciliazione: «Vorrei stringere con tutta la maggioranza, la sinistra e la Federazione di centro per rimettere insieme i 27 consiglieri dell'Unione».
Troppo tardi per l'ex capogruppo della Margherita che oggi lascia accusando pesantemente la politica del centrosinistra: «Abbiamo assistito ad una sceneggiata nella quale diessini e delturchiani hanno fatto quadrato ed escluso la tradizione popolare dei margheritini, sacrificata per un posto al sole di Luciano D'Alfonso», attacca Teodoro, «tutto il resto non conta nulla. E' evidente che non ci sia un programma, che le idee sono poche, e che la coalizione è alla deriva. C'è solo voglia di potere e di poltrone. Ad esempio, Donato Di Matteo è diventato assessore ma non si dimette dal consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo».
Per Teodoro «è chiaro che Del Turco con la nomina di Cesarone ha esautorato totalmente il gruppo consiliare». «D'Alfonso e gli altri hanno abdicato nonostante i risultati raggiunti siano molto negativi. E' Del Turco il protagonista indiscusso ed indiscutibile».
Teodoro aderirà al Pdl «dopo una lunga riflessione e un ciclo di ascolto dei simpatizzanti. A giorni ufficializzerò la nuova collocazione», dice «non mi riconosco più nel partito e nella coalizione nel quale ho lavorato per cinque anni. Distinguo tra centro e centrosinistra, ho una posizione centrista e moderata, il resto non mi appartiene».
Non è meno deluso l'ex assessore Franco Caramanico, ma assicura che resterà nella maggioranza. «Sono amareggiato non solo per quanto riguarda gli aspetti personali», spiega «ma soprattutto per il rischio che il buon lavoro svolto fin qui sui temi dell'ambiente possa subire rallentamenti, a mio avviso oggettivi, e che nulla hanno a che vedere con le capacità e le competenze dell'Assessore Marco Verticelli, chiamato però a rivestire un doppio ruolo molto impegnativo».
Intanto, entro la settimana si svolgerà la riunione ristretta del Pd che dovrà nominare i presidenti delle commissioni Attività Produttive ed Agricoltura e del Cram.

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