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Data: 19/06/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Enti, lite Di Matteo-Teodoro. Per la poltrona dell'associazione abruzzesi nel mondo

L'AQUILA. E' polemica tra il neo assessore aai trasporti Donato Di Matteo e l'ex capogruppo della Margherita, Maurizio Teodoro che nei prossimi giorni passerà nel Pdl e in Forza Italia. Al centro della disputa la poltrona di presidenza del Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo (Cram).
Per Teodoro il suo ex collega di maggiroanza non avrebbe avuto quella «sensibilità» politica e istituzionale nel dare le dimissioni, dopo aver ottenuto l'assessorato. Ieri però a rispondere a Teodoro è stato un risentito, Di Matteo. «La delega all'emigrazione è di competenza del presidente della Giunta regionale che l'ha trattenuta, quindi non dovevo dimettermi da niente», puntualizza Di Matteo, «sarà il presidente Del Turco ad affidarla di nuovo. Sono accuse gratuite e strumentali quelle di Teodoro che sa bene come stanno le cose e che oltretutto non può proprio permettersi di fare il moralista».
Intanto, sull'argomento intervengono i coordinatori regionali di Alleanza nazionale e di Forza Italia, i senatori Fabrizio Di Stefano ed Andrea Pastore: «L'uscita di Teodoro dalla coalizione di governo regionale è l'ennesimo segnale dello sfaldamento inarrestabile che sta investendo il centrosinistra», attacca Di Stefano, «apprezziamo e condividiamo l'analisi negativa, seppur tardiva, che l'ex capogruppo della Margherita ha fatto dell'azione politica ed amministrativa del governo regionale e siamo ben consapevoli che, tra i banchi della maggioranza uscita dalle urne, non è l'unico a pensarla in questa maniera».
Pastore, dal canto suo, sottolinea che «prima si spappola la maggioranza di Del Turco ora si frantuma il Partito democratico di D'Alfonso.
Nella nostra regione sta emergendo, con tutta evidenza, da una parte, la inconsistenza e la debolezza del governo regionale, dall'altra, la fragilità del progetto del Pd che deve mettere insieme tradizioni e sensibilità tra loro inconciliabili», conclude il senatore forzista.

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