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Data: 19/06/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Manovra, piano triennale da 34 miliardi. Stop al taglio di province e comunità montane Sanità: per ora non ci saranno ticket aggiuntivi

Tremonti: «Con un deficit del 2,5% e una crescita dello 0,5% non ci sono alternative alla riduzione della spesa

ROMA. Aumentano le tasse per i petrolieri; arriva il bonus-pasta per i pensionati al minimo; potrebbe riapparire il ticket sulle prestazioni mediche; i libri di testo saranno scelti dalle scuole preferendo quelli che si trovano disponibili su internet, per risparmiare. Eccole le ultime novità della Finanziaria 2009 varata ieri sera dal consiglio dei ministri. Un disegno di legge, un decreto, il Dpef per una manovra economica che diventa triennale e che deve portare i conti italiani in pareggio nel 2011.
«Come da accordi presi con l'Europa non dal governo che ci ha preceduto, ma dalla Repubblica Italiana. Accordi che noi vogliamo onorare», dice il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Il consiglio dei ministri più corto della storia («Ho contato 9 minuti e mezzo di discussione», dice ancora Tremonti) per una Finanziaria rivoluzionaria per i tempi di presentazione (tre mesi prima del consueto) e per la sua durata (tre anni, appunto). «Avevamo due modi per affrontare il problema del pareggio: più tasse o meno spesa. Abbiamo deciso di andare in questa seconda direzione», dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Meno spesa, ovvero tagli drastici nel pubblico, enti locali in testa, con la Sanità chiamata a pagare un conto salatissimo, sei miliardi in tre anni o, nella migliore delle ipotesi, 5 miliardi e mezzo. Più il ticket. Già, perché nella Finanziaria 2007 era stata messa la cancellazione del ticket per un solo anno, salvo rifinanziamento della misura. Valore 824 milioni di euro. «Ci sono questi soldi?», chiede Vasco Errani, presidente dei presidenti di Regione. Perché se non ci sono la conseguenza è immediata: ripristino dei ticket.
La Robin Tax (da Robin Hood, prendere ai ricchi e dare ai poveri) passa per l'aumento dell'Ires, l'imposta sulle società, che risale al 33%. «Abbiamo solo ritirato un regalo del governo Prodi alle imprese», dice un pò a sorpresa Tremonti. Regalo di Prodi il taglio delle tasse, insomma. L'innalzamento dell'Ires sarà unito a misure sulle scorte dei prodotti petroliferi, sull'entità dei diritti minerari e altre voci di carattere tecnico. Si fa notare a Tremonti che Gianmarco Moratti, petroliere e fratello del presidente dell'Inter Massimo, ha criticato la misura ed è di umor nero: «Vorrà dire che ridurranno l'ingaggio a Mourinho. Tanto l'Inter resta forte lo stesso», risponde secco Tremonti. Silvio Berlusconi, l'altro lato del tifo milanese, resta imperturbabile. Nemmeno un accenno di sorriso, è la faccia un pò arrabbiata di chi sta lavorando. Unico commento sulla Robin Tax: «Una legge simile fu introdotta in Gran Bretagna nel 1863, è una misura che ha radici lontane». Tremonti aggiunge che, comunque, questa tassazione avrà «finalità sociali». «Si è voluto aderire a un invito del presidente Berlusconi per la creazione di un fondo per dare un aiuto ai pensionati al minimo», dice. «Un aiuto concreto, una carta di credito prepagata distribuita dalle Poste che permetterà acquisti di prodotti alimentari in negozi convenzionati della grande distribuzione. E anche di ottenere sconti sulla bolletta di luce e gas», spiega ancora il ministro. Le cifre della manovra triennale Tremonti le renderà note oggi, ma sono quelle che già circolavano in questi giorni: 34,8 miliardi di correzione, tagli per gli enti locali di 9 miliardi e passa, più i 6 di Sanità. In cambio potrebbero passare ai Comuni i beni del Demanio.
Ma si fa osservare che la misura avrebbe un costo tecnico, prima, e di gestione, poi. Senza contare che non tutto il patrimonio è vendibile. Nel decreto legge potrebbero andare le «infinite semplificazioni del mercato del lavoro e delle imprese» (come le definisce Berlusconi), per esempio il ritorno del lavoro a chiamata, l'abolizione di libri matricola e libri paga, l'abrogazione delle dimissioni volontarie su modulo del ministero del Lavoro (come dire che tornano le dimissioni in bianco). Sempre nel decreto troverà posto la Robin Tax, così come potrebbero esserci le annunciate misure su banche e assicurazioni. Sarebbe stata cassata, invece, la liberalizzazione delle pompe di benzina.
Altra novità i Fondi europei. Saranno tutti convogliati a Palazzo Chigi, al Cipe, che ne deciderà l'uso in base a scelte strategiche. «Così verranno spesi davvero», dice Silvio Berlusconi. «Tutto verrà approvato entro l'estate - ribadisce Tremonti - perché dopo c'è da fare spazio alla grande riforma: il federalismo fiscale che anche Napolitano ha definito ineludibile».

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