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Data: 20/06/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Ginoble, bis di incarichi e stipendi. Consigliere e parlamentare Il Pd: subito le dimisisioni

PESCARA. Tommaso Ginoble è l'unico parlamentare rimasto con la doppia carica di consigliere regionale e parlamentare. E con la doppia indennità, da consigliere e deputato. I colleghi del Pd in Consiglio hanno invitato più volte l'ex esponente della Margherita ad optare, ma finora senza successo. Al suo posto attende Paolo Benucci, primo dei non eletti in provincia di Teramo. Ginoble sta approfittando del fatto che la Camera dei Deputati ha un procedimento diverso da quello del Senato e quindi non ha ancora ricevuto l'ultimatum come accaduto per il senatore del Pdl Fabrizio Di Stefano, che si è dovuto dimettere in tutta fretta dal Consiglio regionale (martedì da consigliere segretario e mercoledì da consigliere regionale) per evitare la decadenza.
Ieri Di Stefano ha annunciato che il caso è chiuso «avendo la Giunta per le elezioni del Senato preso atto delle mie dimissioni». «Essendo venuta a mancare l'incompatibilità», ha archiviato la pratica. Al suo posto martedì prossimo entrerà Massimo Desiati, ex assessore all'ambiente, candidatosi nelle file di An ma poi confluito nella Destra; dovrebbe appoggiarsi al solito gruppo Misto.
Ginoble, rimasto solo dopo le dimissioni dei senatori Di Stefano, Paolo Tancredi (Pdl) ed Alfonso Mascitelli (Italia dei Valori), è stato invitato, senza successo finora, ad optare da più di un consigliere regionale del Pd. Ma il doppio incarico non potrà durare a lungo. Al suo posto intanto attende Paolo Benucci.
Nel Pd, inoltre, è ancora in alto mare l'accordo sulle nomine dei presidenti delle commissioni Attività Produttive (lasciata da Augusto Di Stanislao, Idv, nominato assessore ed Agricoltura (lasciata da Antonio Boschetti, Pd, neo assessore alle Attività Produttive), e del Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo (Cram), alla cui presidenza c'era l'attuale assessore ai Trasporti Donato Di Matteo (Pd). Insieme alle nomine si profilano importanti spostamenti per accontentare le molte richieste. Il capogruppo indicato del gruppo unico del Pd, Camillo Cesarone, e il segretario regionale, Luciano D'Alfonso, stanno continuando il giro esplorativo per trovare l'intesa e ricompattare una maggioranza che ha perso ufficialmente un pezzo con l'uscita di Maurizio Teodoro e dalla quale emergono mal di pancia di più di un consigliere.

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