PESCARA - Era il 19 giugno del 1963 quando il "trenino" si preparava all'ultimo viaggio: da Pescara a Penne in 67 minuti, passando per Montesilvano e per la vallata vestina. Nessun viaggiatore, però, era a bordo: studenti e contadini che dalle campagne si spostavano verso la costa avevano scelto, già da qualche anno, il più comodo e veloce pullman. A quarantacinque anni dalla soppressione della Penne-Pescara è stato presentato ieri, nella Sala dei Marmi della Provincia, il volume "La ferrovia elettrica Penne-Pescara" -promosso da Acaf e Auser e curato da Renzo Gallerati- che ripercorre la storia della ferrovia gestita dalla Fea per 34 anni. Una storia che si intreccia con quella della provincia pescarese. Erano passati appena due anni dalla nascita della Provincia quando venne inaugurata la ferrovia che collegava Penne, Loreto, Collecorvino, Moscufo, Pianella, Cappelle a Montesilvano e Pescara. «Del progetto in realtà si parlava già dal 1883, ma l'opera fu realizzata solo nel 1929, anche grazie all'intervento del loretese Giacomo Acerbo, allora Ministro dell'Agricoltura», ha spiegato Renzo Gallerati. «La Penne-Pescara è stata funzionale a raccordare i territori della neonata Provincia, all'interno della quale l'area vestina soffriva per la dipendenza dalla giovane città di Pescara», ha spiegato Enzo Fimiani, direttore della biblioteca provinciale e coautore del volume. E' sul trenino che per decenni si incontrarono contadini, che andavano a vendere i prodotti della terra nei mercati provinciali, studenti e professori, famiglie che d'estate si riversavano sulle spiagge di Pescara. Ma alla fine la ferrovia, su cui si è abbattuto anche il ciclone della guerra, non ha retto alla sfida dei tempi: «C'è grande rammarico per non poter ripristinare il tracciato, proprio oggi che si parla tanto di trasporto alternativo» ha detto il presidente della Provincia Pino De Dominicis.