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Pescara, 17/06/2026
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Data: 21/06/2008
Testata giornalistica: Rassegna sindacale
La manovra economica 2009-2011. Finanziaria, a parte la Confindustria nessuno è contento

Allarme Cgil, «tagli indiscriminati». Cisl e Uil sospendono il giudizio

La presa di posizione più netta è quella della Cgil, mentre Cisl e Uil usano toni decisamente soft. I sindacati confederali parlano dopo l'approvazione da parte del governo della manovra economica triennale 2009-2011 esprimendo giudizi dissimili sul merito. La "finanziaria triennale" non è piaciuta neppure al Partito democratico - che ha annunciato per il prossimo autunno una manifestazione contro il governo - né al modo bancario (ma per motivi opposti), trovando invece d'accordo quasi su tutto la Confindustria.

«Con i tagli indiscriminati alla spesa pubblica il governo ha messo le mani nelle tasche dei cittadini senza nulla dare a chi ha più bisogno. Le famiglie si aiutano tutelando il reddito, non tagliando i servizi, soprattutto quelli legati alla sanità e all'assistenza, e riconoscendo il ruolo sociale dell'anziano e del pensionato». È duro il giudizio del leader della Cgil Guglielmo Epifani, che insiste sui tagli alla spesa pubblica, definendo la trovata della card anziani solo «un disegno compassionevole». «Al governo - ha spiegato il segretario generale della Cgil - abbiamo posto questioni ben più serie, come quella di rivalutare la dinamica delle pensioni tenendo presente un indicatore dell'inflazione che sia più efficace, ma soprattutto più reale, di quello dell'Istat. Per di più - rimarca Epifani - l'esecutivo ha deciso senza sentirci, senza confrontarsi e io credo che questo rappresenti un problema per il sindacato, non per la Cgil, ma per tutti i sindacati». Insomma, la Cgil «non è soddisfatta e lo dirà nel comitato direttivo di lunedì (23 giugno, ndr) nella misura, nell'equilibrio, nella forza, ma anche con la determinazione di cui siamo capaci».

Sulla stessa linea della Cgil è il Partito democratico: «Ci sono mille cose ma non quella più importante, cioè l'operazione su salari e pensioni», ha detto il ministro dell'Economia-ombra Pier Luigi Bersani. Più morbidi i segretari generali di Cisl e Uil, che sospendono il giudizio. «Spero che le risorse vadano ai lavoratori dipendenti e ai pensionati in difficoltà - ha detto Raffaele Bonanni (Cisl) -, comunque non mi pare che ci siano tagli sul sociale». Intervistato dal Messaggero, il leader sindacale ha precisato che la priorità è «trovare risorse da destinare all'emergenza dei salari e delle pensioni. Epifani fa bene a preoccuparsi, gli chiedo tenacia e pragmatismo. Io mi preoccuperò se constaterò che gli impegni non saranno stati onorati. A Tremonti chiedo di essere chiaro e allestire un tavolo per arrivare a un patto per redistribuire a lavoratori e pensionati tutto ciò che riusciremo a produrre in più». A proposito della cosiddetta "Robin Tax", Luigi Angeletti (Uil) sottolinea come «positivo il fatto che le risorse che vengono da banche, assicurazioni e petrolieri siano indirizzate per aiutare le persone più svantaggiate».

Per il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, «la ripresa delle liberalizzazioni è una cosa importante, così come un altro aspetto altrettanto importante è rappresentato dai provvedimenti per la semplificazione. Ci piace - ha detto espressamente - che ci sia una riduzione della spesa». Perplessità, ma di tutt'altro tenore, arrivano dal mondo bancario. «Siamo già tra i massimi contribuenti del paese e sosteniamo veramente l'economia italiana», ha evidenziato il presidente dell'Associazione bancaria (Abi) Corrado Faissola. Gli ha fatto eco l'amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, secondo il quale è sbagliato considerare le banche «come la vacca da mungere».

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