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Pescara, 17/06/2026
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Data: 22/06/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Sacconi: semplificare i rapporti di lavoro. «La verità è che ad opporsi alla nostra riforma è rimasto solo Epifani della Cgil»

«Salario e assicurazione in buoni prepagati per combattere e far emergere il lavoro nero»

ROMA. Il più è fatto. Lo dice con soddisfazione il ministro per il Welfare Maurizio Sacconi vantando di aver già messo per iscritto i presupposti per una deregulation del mercato del lavoro «che faccia emergere il lavoro nero, eliminando quella farraginosità burocratica che impedisce la riemersione del lavoro sommerso». E' bastato pochissimo tempo per varare al consiglio dei ministri un'inversione di rotta rispetto alle regole del governo precedente sul mercato del lavoro. Anche rispetto al protocollo del welfare siglato a fine luglio dopo faticose trattative con i sindacati. Sacconi quelle cose le ha sempre pensate, fin da quando nel 1994 scrisse "Le tesi di Mario Rossi: le regole semplici della libertà responsabile". Nel suo curriculum, oltre a quattro legislature, c'è anche la presidenza della Lega Ambiente nel 1980 e nel 1981. Dal 2006 al 2008 è stato senatore di Forza Italia.
E dal 2001 al 2006 è stato sottosegretario al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Ora è l'interprete più schietto e forse più creativo del contratto a maglie larghe.
I sindacati hanno fatto una dura trattativa per eliminare "il lavoro a chiamata" e per porre, come condizione al risanamento della precarietà, il divieto a superare i 36 mesi per i contratti a tempo determinato. Ora lei in un colpo solo li ha rimessi in pista tutti e due. Non teme il dissenso dei sindacati?
«Vogliamo dire la verità? Solo la Cgil sarà contraria. Cisl e Uil sono d'accordo».
Siamo alla vigilia di trattative non semplici con la Confindustria sulla riforma del sistema contrattuale...potrebbe essere di intralcio una posizione del governo così netta
«Sono tavoli diversi. L'una è controparte privata. Dall'altra parte il governo ha il dovere di legiferare come crede».
Anche un'inflazione programmata all'1,7% annua a molti sembra assolutamente non condivisibile.
«L'inflazione programmata è stata sempre decisa dal governo in termini scientemente più bassi, perchè si tratta di disarmare le attese inflazionistiche. E' fatta apposta».
Poi però c'era il fiscal drug che faceva recuperare ai lavoratori il salario reale perso...
«No, quella era un'altra cosa. La legislazione in vigore prevede che nel successivo biennio si recuperi ciò che si è perso nell'anno per il costo della vita. Questo è in vigore».
Non vi siete fermati qui. Una parte della manovra «incoraggia le imprese ad assumere attraverso la deregolazione della gestione dei rapporti di lavoro e promuovere una agevole regolarizzazione di tutti quei rapporti di lavoro o spezzoni lavorativi che oggi sono quasi sempre irregolari». Non avrà a che fare con quella proposta di pagare i lavoratori occasionali con "voucher"?
«Certo, ha a che fare con quella proposta. Quanti sono i lavoratori che prestano il loro aiuto per la vendemmia, che sono giardinieri e che hanno l'assicurazione? Pochi, pochissimi. Ci sono lavori occasionali di breve periodo, raramente con gli stessi padroni. Si potrebbero corrispondere a prestazioni "buoni prepagati" che prevedano salari e assicurazioni insieme. Ci tengo a sottolineare che è stato reso più facile anche il rapporto artigiano-apprendista se le controparti sono d'accordo».
Quindi si potrebbero avere immigrati, nei campi di pomodori, che vengono pagati con voucher.
«Immigrati o italiani ora sono irregolari»
Il divieto di cumulo tra lavoro e pensione è per voi totale, anche per gli enti privati... Addirittura con retroattività..
«Noi la pensiamo così. Se qualche ente sarà in difficoltà, vedremo...»
Avete abolito i libri paga e i libri matricola, quelli in cui si segnavano quelli che cominciavano a lavorare.
«Ora è possibile farlo perchè un lavoratore deve essere registrato solo il giorno prima. Abbiamo sostituito tutti e due i libri con un libro presenze, in cui si segna tutto. Semplificare, semplificare...»
Ma con questa deregolazione viene ampiamente amputato il potere di controllo del sindacato.
«Assolutamente no. Per esempio, sono stati posti limiti di contratti a termine. Ma se le parti sono d'accordo quei limiti vengono superati. Del resto, non è un mistero per nessuno che aziende "stagionali" alla fine hanno preferito bloccare le assunzioni».
Nelle vostre misure del nuovo welfare, del welfarsecurity di cui ha parlato la Marcegaglia, non c'è traccia.
«Adesso dobbiamo rilevare la delega per i servizi sul mercato del lavoro che abbiamo ereditato dal passato governo e costituire una seconda base di reddito per integrare gli assegni dei disoccupati con un fondo cui parteciperanno lavoratori e privati. Eppoi dobbiamo varare un piano straordinario di formazione. Questa è la nostra idea di welfarsecurity».
Non pensate che aver tagliato i finanziamenti alle regioni significhi ammazzare l'assistenza sanitaria pubblica?
«Noi abbiamo confermato il patto per la salute 2010-2011 che prevede un incremento di 3 miliardi. Certo, le amministrazioni locali si aspettavano di più...Il problema è che ci sono regioni efficienti al nord ed inefficienti al centro sud. Allora? Secondo me bisogna arrivare a rafforzare una guida centrale della sanità, perchè un malato non può essere curato in un modo a Milano e in un altro a Palermo».

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