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Pescara, 17/06/2026
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Data: 22/06/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Inflazione, «sarà autunno caldo» Quell'1,7% fissato dal governo nel Dpef allarma i sindacati

MILANO. «Prevedo un autunno complicato», dice Carlo Podda della Cgil. «Un dato che non aiuta il recupero dei redditi», spiega Renata Polverini dell'Ugl. I sindacati vanno all'attacco del governo dopo aver saputo che, nel Dpef, l'esecutivo ha fissato all'1,7% il dato dell'inflazione programmata. È su quella percentuale, poi, che saranno rivalutate le buste paga.
In base all'accordo del 1993, la percentuale dell'inflazione programmata deve essere "definita" fra governo e parti sociali, cioè sindacati e rappresenatnti dei datori di lavoro. E anche su questo c'è battaglia.
«Lo ricorderemo a Tremonti - dice Raffaele Bonanni, segretario della Cisl - perché il governo ha l'obbligo di definire il tasso di inflazione con noi e con le imprese. E per noi è importante che i dati siano un riferimento stabile e veritiero. L'1,7% non è veritiero. E' lontano dal 3,6% di inflazione stimato dall'Istat e ancora più lontano dal tasso di inflazione reale, che è al 5%».
«Sarà stata una dimenticanza - ironizza Bonanni - ma se Tremonti vuole fare così, saremmo di fronte a un vero e proprio attentato alla riuscita della contrattazione fra noi e Confindustria».
«Siamo passati dalla finanza creativa alle previsioni creative - spiega Podda della Cgil - e normalmente l'inflazione programmata viene sottostimata proprio per contenere la spinta inflazionistica, ma qui siamo davvero ben oltre la tradizione. Quella del governo è una scelta infelice. Per dirla in termini meteo, fa volgere il tempo al brutto».
Sullo stesso tenore le parole di Luigi Angeletti (Uil): «L'inflazione programmata è una categoria dello spirito, per noi non esiste».
Renata Polverini, segretaria dell'Ugl, cioè del sindacato vicino alle posizioni di Alleanza Nazionale, spiega che «l'emergenza redditi in questo Paese richiede non solo interventi sul fronte fiscale, ma anche un controllo di prezzi e tariffe e una revisione dell'indice di inflazione. L'indice, in questi anni, si è mostrato troppo lontano dalla realtà e, se confermato all'1,7%, continuerà a porre problemi. Avremo un evidente depauperameto dei redditi».
L'ex ministro Cesare Damiano, ora capogruppo Pd alla Commissione lavoro, parla di «scelta paradossale» mentre Giorgio Cremaschi, segretario della Fiom-Cgil, dice che «in questo modo Confindustria e governo programmano la riduzione dei salari. Ora non c'è più spazio per un negoziato sul modello contrattuale».
L'ex ministro Bersani va all'attacco: «La prossima manovra del governo non solo non fa nulla per il potere d'acquisto di retribuzioni e pensioni, ma anzi ne provoca un peggioramento. Se aggiungiamo che il recupero di un punto del Pil sarà a carico degli enti locali e della sanità, scopriamo che questa manovra la pagano i consumi popolari e i servizi». E si fa sentire anche l'Udc. «Il tasso di inflazione programmata all'1,7% è una previsione lunare: una reale perdita d'acquisto delle retribuzioni», dice il portavoce Gian Luca Galletti. «Speriamo che questo fatto non comprometta il dialogo fra sindacati e governo».

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