PESCARA. Adesso urge tirare giù dagli scaffali la collezione dei fumetti e dei libri d'infanzia, perché dopo la Robin Hood tax di Tremonti arriva in Abruzzo la Tarzan governance. È così che il coordinatore dell'Italia dei Valori Alfonso Mascitelli ha ribattezzato la politica del suo neoassessore regionale alla Formazione Augusto Di Stanislao, che ieri ha presentato un impegnativo programma di fine legislatura basato sull'«idea bella e impossibile» di spendere «bene» da qui al 2010 tutto lo spendibile dei fondi europei: vale a dire un terzo dei 300 milioni di euro del Por 2007-2013.
Impegno ambizioso, considerando che nel precedente periodo, 2000-2006, l'Abruzzo era arrivato a impegnare per la formazione appena l'83% delle risorse europee (circa 400 milioni di euro) e a spenderne il 64% (penultima in Italia, davanti solo alla Regione Lazio), ritardo recuperato solo nel 2007.
Come l'eroe di Edgar Rice Borrowghs, Di Stanislao dovrà imparare a crescere, muoversi e sopravvivere in una giungla di oltre 400 agenzie formative, che intende sfoltire a 30-40 al massimo (oggi le agenzie accreditate, che godono quindi di finanziamenti regionali, sono 249), «perché», spiega, «non è pensabile che la Lombardia ne abbia 300 con un numero di abitanti che è otto volte quelli dell'Abruzzo». Il taglio alle agenzie (che Di Stanislao battezza "accreditamento selettivo", «permetterà di utilizzare le risorse per metterle a disposizione di chi fa e non per far girare le carte come succede oggi». Basta dunque con «gli inutili corsi formativi per parrucchieri, estetiste, ricamatrici. Voglio fare la formazione dei contenuti, una formazione col bollino blu, in cui ci sia qualità, certificazione, tracciabilità, eccellenza, con particolare attenzione alle esigenze delle piccole e medie imprese». Analoga attenzione sarà riservata alle aziende di diritto allo studio, quelle che distribuiscono le borse di studio agli universitari, che saranno riformate.
Questa rivoluzione della Formazione, che l'Italia dei Valori definisce «epocale», uno «spartiacque della proposta formativa» (infatti ieri il partito ha schierato in conferenza stampa oltre a Di Stanislao e Mascitelli anche il deputato Carlo Costantini e il neocapogruppo Paolo Palomba), avrà bisogno di una legge quadro, «che sarà snella, 30-40 articoli, e avrà una clausola valutativa per verificare se funziona, in caso contrario verrà rivista». Propedeutica alla scrittura del testo legislativo sarà una serrata concertazione che inizierà già in settimana. Di Stanislao è intenzionato ad attivare ben otto tavoli tematici: con i sindacati, con le imprese, con le agenzie dei servizi per l'impiego, con le agenzie formative e con quelle private del lavoro, con la scuola e l'università.
Resterà poi da trovare la giusta collaborazione anche con la giunta. Perché è ancora tutta da verificare l'intesa con l'assessore alle Politiche sociali Betti Mura, che rivendica per sé parte dei fondi Por.