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Pescara, 17/06/2026
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Data: 22/06/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Treni, un giorno di ordinaria follia. Odissea per i pendolari con la Capitale: guasti, ritardi e cambi di vagone

AVEZZANO - Due treni soppressi. A quello successivo viene "ordinato" di fermare in tutte le stazioni per "recuperare" i viaggiatori rimasti a terra, accumulando un notevole ritardo. Poi i ritardi cronici ed insopportabili per i pendolari. Insomma: una giornata che per i viaggiatori si è trasformata in una vera e propria odissea. Veniamo ai fatti. Venerdì mattina il treno numero 24009, che parte da Avezzano alle 5.42, giunto nella stazione di Sante Marie, cioè dopo aver percorso circa venti chilometri, si è guastato e non c'è stato niente da fare. I viaggiatori, inviperiti dopo una levataccia, sono rimasti in piena campagna in quanto quella stazione è completamente chiusa e, naturalmente, senza capostazione. Si tratta di un treno molto utilizzato perché giunge a Roma Tiburtina alle 7.35, un orario compatibile sia per il lavoro, sia per la scuola. Gli operatori addetti alla circolazione hanno dovuto utilizzare il treno successivo, quello che parte da Avezzano alle 5.56 per andare a recuperare quello guasto e trainarlo, retrocedendo nella stazione di Tagliacozzo. Ovviamente questi due convogli non avevano più ragione di rimanere in circolazione poiché si avvicinava l'orario di transito di quello proveniente da Sulmona che passa per il capoluogo marsicano alle 6.52, con arrivo a Roma Termini alle 8.45. Purtroppo però, a questo convoglio, che normalmente fino a destinazione effettua soltanto cinque fermate, è stato ordinato di fare tappa in tutte le stazioni per "raccogliere" i viaggiatori rimasti a terra a causa dei due treni precedenti soppressi e, di conseguenza, è arrivato alla Capitale con notevole ritardo, a danno sia dei lavoratori sia degli studenti, ma anche di coloro che a Termini avrebbero dovuto prendere treni per altre destinazioni.
Un vero inferno quindi nel trasporto ferroviario. Ma non è finita qui. Il giorno precedente il treno espresso Roma-Pescara, in partenza da Roma Termini alle 16.25, è giunto ad Avezzano con oltre cinquanta minuti di ritardo. Il senatore Luigi Lusi che, a fatica, insieme al suo collega Giovanni Legnini, era riuscito a "strappare" dalla finanziaria 2008 168 milioni di euro da spendere per la linea Avezzano - Roma, si è risentito quanto l'attuale governo Berlusconi, con il classico colpo di spugna, li ha cancellati. Quei soldi, ha sempre sostenuto Lusi, «servivano per l'ammodernamento della linea Pescara - Roma ed in particolare della tratta Avezzano - Roma, poiché per la Marsica, ma anche per l'Abruzzo interno, il trasporto su rotaia è essenziale per la mobilità, visto anche cosa accade alla barriera Roma Est dell'A24». E non è vero, prosegue Lusi, «che quei soldi ci sono stati tolti in quanto non esistevano i progetti, poiché gli stessi dovevano essere utilizzati per migliorare la tecnologia esistente finalizzata alla sicurezza e per l'acquisto di materiale rotabile che, purtroppo, è obsoleto e, quindi, non serviva alcun progetto».



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