Iscriviti OnLine
 

Pescara, 17/06/2026
Visitatore n. 755.032



Data: 23/06/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Epifani: i salari perderanno mille euro. «L'inflazione all'1,7% penalizza i lavoratori». Tremonti: che snob

LEVICO. Con la manovra economica il governo «fa una scelta chiara: abbassare il potere di acquisto di lavoratori e pensionati» attacca il leader della Cgil Epifani. Tremonti parla della card per gli anziani che hanno più bisogno e contrattacca: «Non accetto i giudizi degli snob che frequentano i salotti. Non accetto speculazioni demagogiche sulla povera gente. Non accetto la demagogia dei ricchi nei confronti dei poveri».
Meglio «una cosa in più da dare e una chiacchiera in meno». Tesi ribadite anche dai colleghi di governo Sacconi e Brunetta, con il primo che definisce «ridicole» le cifre fatte dal leader sindacale e il secondo che parla di «sacrifici necessari anche per i salari perché oggi il nemico e l'inflazione». Il confronto tra le parti sociali sulla manovra, e le misure del governo in campo economico, si è spostato alla Festa nazionale della Cisl. Su un palco i leader di Cgil, Cisl e Uil, il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei, e Tremonti. Il giudizio della Cgil è netto. Per Epifani la scelta del governo di fissare nel Dpef all'1,7% l'inflazione programmata per il 2009, un punto di riferimento per il rinnovo dei contratti, «un salario di 25 mila euro perde 1.000 euro nel biennio, se poi per il terzo anno si continua così, si raggiunge una cifra vicina ai 1.500 euro». E se «aggiungiamo anche il fatto che non c'è una restituzione fiscale ai lavoratori dipendenti, è chiaro che il governo sceglie di ridurre i salari e peggiorare la condizione dei lavoratori». Dibattito sterile, replica Tremonti. Il Dpef? «Un documento surreale che non serve a niente, un pezzo del passato». Perchè all'1,7% l'inflazione programmata? «Vi do il numero, telefonate alla Bce. Vi spiegherà qual è il motivo tecnico per cui ci chiede di inserire nei documenti di finanza pubblica questa indicazione». Dal ministro anche una «spiegazione politica»: se oggi le famiglie soffrono l'aumento dei prezzi è «colpa della «speculazione che di colpo di si è mossa, passando dalle perdite sui mercati finanziari ai tentati guadagni sui mercati delle materie prime». E' il caso del petrolio record. «Fin quando con la speculazione vanno in galera a Wall Street non ce ne importa meno - dice Tremonti - ma se ci toccano il prezzo del pane a casa nostra dobbiamo reagire». Anche qui una stoccata alla sinistra ed al sindacato: «Perché della speculazione non hanno mai parlato?». Epifani replica: «Ha torto, ne abbiamo sempre parlato». Tremonti è caustico sulla sinistra: «Ha sposato il modello dei manager: si vestono come manager, fumano sigari, hanno gli yacht». Per il leader Uil, Angeletti, «l'unica cosa che il governo non può pensare o programmare è quella di ridurre i salari sulla base di una finta inflazione»: per i rinnovi contrattuali, dice, i sindacati non faranno riferimento al Dpef ma al reale aumento dei prezzi. Il vicepresidente di Confindustria Bombassei su questo fronte non critica il governo: «Si è fatto sempre così», dice. Teme invece le ripercussioni al tavolo sulla riforma del modello contrattuale: lo scontro con i sindacati «certamente non aiuta». Dal padrone di casa, il leader della Cisl Bonanni, un invito forte ad «abbassare i toni», ad «avere pazienza. Meglio un piccolo passo avanti fatto insieme che tanti da soli». Tremonti puntualizza: «Io non litigo».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it