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Pescara, 17/06/2026
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Data: 24/06/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Padovano: Zajc ferma un tavolo per il porto. Masci: «Situazione d'emergenza»

PESCARA. Un tavolo di lavoro che si occupi del porto dopo lo stop forzato della Ivan Zajc, il traghetto che collega Pescara con la Croazia, che a causa del caro gasolio e del ridotto numero dei passeggeri non riprenderà il servizio fino al 18 luglio. A interrompere «il silenzio della politica» sul caso Zajc è il capogruppo del Partito socialista Riccardo Padovano, che lancia un appello «affinché venga istituito un tavolo tecnico che affronti le problematiche del porto di Pescara». Secondo Padovano, infatti «la sospensione del servizio è dovuta non solo al caro gasolio, ma a un traffico passeggeri non competitivo» che, sostiene l'ex assessore al Mare, potrebbe essere affrontato anche potenziando il traffico merci, con l'inserimento in organico di un veterinario di frontiera.
«Al di là della politica degli annunci, il porto di Pescara è in grande emergenza» afferma il capogruppo dell'Udc Carlo Masci. «Il collegamento con la Croazia potrebbe essere appetibile, ma serve un progetto concreto: la Zajc è datata rispetto alle nuove realtà, il porto non offre molto e chi ci viene non torna. Io credo che quando faremo il piano regolatore portuale dovremo pensare a un porto che possa ospitare navi più importanti, ma salvando la spiaggia». Secondo Masci, insomma, occorre aprire un nuovo dibattito sul futuro dell'area, senza escludere la diga foranea «che con le sue dimensioni, 400 metri per quaranta, messa in relazione con i trabocchi, potrebbe essere utilizzata a fini turistici, un elemento di attrazione».

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