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Pescara, 17/06/2026
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Data: 25/06/2008
Testata giornalistica: Rassegna sindacale
Direttivo Cgil. Mobilitazione unitaria con Cisl e Uil

«Il comitato direttivo della Cgil ritiene sbagliate e inadeguate, dunque da modificare profondamente, le linee del piano triennale della finanziaria presentata dal governo nell'incontro del 18 giugno scorso. Anche il metodo è preoccupante, poiché lo strumento del decreto legge, utilizzato per realizzare gran parte della manovra, rischia di limitare il ruolo del Parlamento». È quanto si legge nell'ordine del giorno approvato dal direttivo nazionale della Cgil, riunitosi ieri e oggi a Roma. I voti a favore sono stati 72, i contrari 15, nessun astenuto. La critica netta alle scelte del governo spinge la Cgil a promuovere una mobilitazione unitaria con Cisl e Uil. Nel merito, contesta il sindacato, «la manovra è sbagliata poiché non affronta le emergenze del paese, a partire dal recupero del potere d'acquisto di salari e pensioni, e compromette anche la possibile ripresa prevista per il prossimo anno». Il piano del governo, infatti, spiega il sindacato, «essendo impostato prevalentemente sui tagli alle spese, colpisce in modo consistente quantità e qualità dei servizi sociali, taglia pesantemente in settori fondamentali come scuola e sanità e rischia di peggiorare la condizione di tante famiglie. Di converso non fornisce alcun sostegno alla domanda interna né dà la necessaria risposta alla riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro e da pensione come da noi proposto insieme con Cisl e Uil con la piattaforma unitaria sul fisco del novembre 2007».

Per la Cgil, «si deve e si può cambiare, aumentando le detrazioni fiscali per i lavoratori e pensionati, rinnovando tutti i contratti ancora aperti che coinvolgono milioni di lavoratrici e lavoratori, evitando aumenti di tariffe e ticket che colpiscono direttamente le tasche dei cittadini più deboli e meno tutelati». Quanto al capitolo pubblica amministrazione, il comitato direttivo lancia una campagna di informazione e di ascolto tra i lavoratori pubblici e privati «al fine di contrastare la campagna tesa a delegittimare il lavoro pubblico», indicando come priorità «la lotta agli sprechi negli appalti e nelle consulenze per spendere meno spendendo meglio, e della contrattazione collettiva come risorsa per governare tutti i processi». Una linea «contrastata dai provvedimenti che il governo sta emanando, che colpiscono pesantemente la macchina pubblica, riducono l'occupazione, e portano a nuovo precariato tornando indietro dai processi di stabilizzazione».

La contrattazione e il ruolo riformatore del sindacato, si legge nell'odg, sono «oggetto di un pesante attacco da parte del governo che mira anche in questo modo a ridurre il ruolo del pubblico e a indebolire la stessa trattativa per un nuovo unico modello contrattuale. Con la manovra si produce un arretramento e un allentamento delle azioni di contrasto all'evasione e elusione fiscale e al lavoro nero, indebolendo, anche per questa via, la possibile crescita delle entrate». La Cgil ribadisce poi la propria contrarietà «a interventi di modifica degli accordi già sottoscritti fra le parti sociali e con il precedente governo e approvati (come nel caso del Protocollo sul welfare da milioni di lavoratori), così come non è accettabile una deregolazione delle norme sugli orari di lavoro che, abbassando la soglia dei diritti, altera quanto previsto dalla contrattazione collettiva in materia oltre che allargare i rischi in materia di sicurezza sul lavoro». Non si può certo non notare, si legge ancora, «come tutti questi provvedimenti rappresentino una intrusione nelle relazioni fra le parti sociali e una volontà di creare difficoltà ai negoziati a partire dalla riforma del modello contrattuale, con una visione ideologica importata a indebolire i soggetti collettivi a favore di rapporti individuali e a deregolare il contratto nazionale».

«Tutto ciò rappresenta una unilaterale e inaccettabile manomissione che deve essere respinta da parte di tutte le forze sociali che hanno firmato quegli accordi». Sulla base di queste valutazioni la Cgil si dice impegnata a costruire, con Cisl e Uil, «una forte mobilitazione unitaria in difesa dei risultati raggiunti e a sostegno delle proposte che, partendo dalla piattaforma sul fisco, obblighino il governo a un cambiamento vero. Per questo è indispensabile un'azione di informazione e comunicazione capillare con lavoratori, lavoratrici, pensionati e pensionate». Parlando poi del confronto tra Confindustria e sindacati confederali sulla riforma dei contratti, «siamo impegnati a far sì che il percorso avviato possa concludersi con un'intesa e ciò dipenderà solo ed esclusivamente dal merito della stessa». Il direttivo ha inoltre deliberato lo svolgimento della II Conferenza di Programma, fissata per la primavera del 2009. Infine, condivisione per l'allarme lanciato dall'Associazione nazionale dei magistrati riguardo alle norme introdotte nel decreto sicurezza, «che rischiano di causare la sospensione di ben 100 mila processi, creando così un caos senza precedenti».

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