PESCARA - Invito a cena con frittata. Nel senso gastronomico del termine. Insomma le uova una volta tanto non se le sono tirate, anzi i venti posti a tavola il presidente della Regione Ottaviano Del Turco li ha apparecchiati nella sua casa di Collelongo non tanto in onore di un chirurgo amico ma proprio per lui, il vecchio nemico Luciano D'Alfonso. In nome della pace ritrovata.
Era successo già un po' di tempo fa che i due dovessero venire a patti: per un Donato Di Matteo che entra in giunta regionale in quota Ds e fortemente sponsorizzato da D'Alfonso, un Camillo Cesarone che diventa capogruppo in quota Del Turco. E a quel punto i due vecchi nemici sarebbero andati pari, ma non bastava: nè per tirare avanti la maggioranza regionale fortemente minata nè per rilanciare Pescara a cui la Regione nel passato ha tagliato le gambe, finanziariamente parlando. Così hanno dovuto fare buon viso e cattivo gioco: a Collelongo sabato sera sono riemersi da un lungo colloquio a quattr'occhi esibendo la nuova alleanza. Anzi è stato proprio Del Turco a dire fiero ai commensali: «Ecco, vedete, tutti dicono che ci vogliamo male che siamo nemici che ci facciamo la guerra. Invece noi siamo la vera forza dell'Abruzzo». Applauso e tanti evviva. Tra gli invitati anche Pisegna Orlando con cui D'Alfonso ha parlato del rilancio del Pd all'Aquila e nella Marsica.
Alleati, certo. Perchè amici è una parola grossa. E' certo che adesso governatore e sindaco di Pescara hanno deciso di deporre le armi. In vista delle prossime scadenze elettorali. D'Alfonso ci ha messo del suo quando Del Turco in pieno rimpasto di giunta, si è trovato nella necessità di dover ricucire con Rifondazione, dopo che aveva fatto sapere che avrebbe tagliato almeno uno dei suoi assessorati. E grazie alla mediazione dalfonsiana alla fine la Mura ha mollato la Cultura che stava tanto a cuore a Del Turco. E se adesso il centrosinistra è di nuovo indebolito dalla girata di spalle di Maurizio Teodoro e dall'addio di Bruno Evangelista a Italia dei Valori, è sempre D'Alfonso che si è preso l'incarico di mediare con l'ex dipietrista. Compito che non poteva lasciare a Del Turco, che mediatore certamente non è. Così proprio ieri il sindaco-segretario ha incoronato Evangelista con un incarico di "promoter dello sviluppo locale", figura ripescata da una vecchia legge Mattucci per la valorizzazione delle aree omogenee (e dei consiglieri regionali scontenti). Che equivale a un mini-assessorato. In questo modo Evangelista potrebbe tornare all'ovile. In cambio D'Alfonso si aspetta dalla Regione tre milioni di euro per l'estensione dell'asse attrezzato fino al porto. Ed è pronto a battere cassa.