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Pescara, 17/06/2026
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Data: 26/06/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Aeroporto d'Abruzzo. E il condizionatore è spento. Porte aperte contro l'afa. La rabbia dei viaggiatori «prigionieri» dello scalo

PESCARA. Sei ore e mezza d'attesa. Passate a sventagliarsi con i depliant dei casolari delle colline pescaresi in vendita «a meno di 50mila euro». Fa caldo all'aeroporto internazionale d'Abruzzo. Perché? Il sistema d'aria condizionata non funziona.
Nel giorno del rinvio e, dopo, della cancellazione del volo da Pescara a New York, scoppia il caso dell'aria condizionata che non rinfresca lo scalo aereo pescarese. Quello del 27 per cento in più di passeggeri, riscontrato dalla Saga dall'aprile 2007 allo stesso mese del 2008.
Si boccheggia nella galleria dell'aeroporto. La temperatura, quando il settore arrivi e partenze internazionali si riempie di passeggeri, sale. Ad aspettare ci sono i passeggeri diretti a New York, quelli per Milano Malpensa, per Milano Linate e per Hahn. Tutti in fila sotto il sole a picco perché dal lucernaio la luce si riflette dritta sul pavimento e la temperatura sale.
Non si respira più all'aeroporto. Il medico in servizio combatte l'afa con un ghiacciolo e sorride perché nel suo ufficio l'aria condizionata funziona. Le porte in vetro dell'ingresso sono lasciate aperte: «Almeno così circola aria», dice un passeggero in attesa che sfoglia la «Guida rapida sui diritti del passeggero nei casi di disservizi del trasporto aereo». L'attenzione del passeggero che già pensa a farsi restituire i soldi del biglietto è colta da un passaggio: «La compensazione pecuniaria», dice l'opuscolo, «non è dovuta nel caso in cui la compagnia aerea possa provare che la cancellazione del volo sia stata causata da circostanze eccezionali, ad esempio condizioni meteorologiche incompatibili con l'effettuazione del volo, improvvise carenze del volo dal punto di vista della sicurezza, scioperi».
Leggendo ogni depliant, guardando le vetrine dei negozi chiusi, s'inganna l'attesa all'aeroporto. Per alcuni passeggeri, il posto a sedere sulle panchine con lo schienale imbottito, è esaurito. L'unico modo per riposarsi è sedersi sui bagagli e continua a leggere: «La compagnia aerea ha l'obbligo di informare il passeggero dei suoi diritti quando si verificano casi di negato imbarco, cancellazione e ritardo prolungato del volo», c'è scritto sull'opuscolo che si prende in biglietteria.

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