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Pescara, 17/06/2026
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Data: 26/06/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Sì della Camera al maxiemendamento. Ripristinati i fondi al sud come voleva l'Mpa Napolitano avverte: ingorgo in Parlamento

ROMA. Il governo alle 21,30 ha incassato il voto di fiducia alla camera sul maxiemendamento al decreto fiscale con 326 voti a favore, 260 contrari e 3 astenuti. Non è stata una giornata facile per la maggioranza. Il governo ha dovuto assicurare che il fondo per lo sviluppo del Sud, svuotato per «coprire» i mancati incassi dell'Ici, sarebbe stato ripristinato al più presto, pena la prima incrinatura della maggioranza. Il Mpa, il movimento per le autonomie, che porta alle Camere gli interessi del Sud, ha fatto fibrillare il governo per tutta la giornata. Poi, dopo l'impegno del governo «ad adottare i provvedimenti necessari ed urgenti affinchè le somme stornate e destinate alla realizzazione delle opere infrastrutturali ed i fondi per le isole minori, siano rapidamente reintegrati», ha annunciato di poter votare la fiducia sui provvedimenti economici.
«L'azione parlamentare del Mpa è valsa» si legge in una nota del movimento di Raffaele Lombardo «a garantire che siano realizzate opere quali la metropolitana di palermo, la Circumetnea di Catania, le piattaforme logistiche di Messina, la superstrada Agrigento-Caltanissetta, la strada statale jonica e il sistema viario con gli attracchi di Villa San Giovanni. I fondi destinati alle isole minori, che prevedevano 20 milioni di euro a partire dal 2008 saranno destinati alla ripresa economica». E' rientrata allo scadere dell'ultimo minuto utile prima della votazione, il «no» di Lombardo al governo, primo segno esplicito del malessere della maggioranza. Ma secondo l'Udc, il Mpa ha perso l'occasione di far vedere ai suoi elettori del Sud di essere fedele al mandato parlamentare.
«Un serio ingorgo nell'attività del Parlamento», ha criticato il capo dello Stato Giorgio Napolitano, il quale dopo aver firmato il ddl e il dl della manovra economica, ha scritto una lettera ai presidenti delle due Camere e al presidente del consiglio. Si tratta, si legge nelle lettere, di un atto «normativo di grande ampiezza e notevole complessità che anticipa larga parte della manovra di finanza pubblica varata annualmente con la legge finanziaria e «le conseguenti disposizioni degli strumenti di bilancio». Vista la contemporaneità di altri decreti che devono essere convertiti in legge prima della pausa estiva, Napolitano chiede che «i lavori parlamentari delle prossime settimane siano intensificati, al fine di conciliare al meglio le esigenze dell'azione di governo con la tutela delle prerogative del Parlamento in questa fase eccezionalmente densa e impegnativa dei lavori parlamentari». Ieri sera poi il voto di fiducia e stamane sarà votato il provvedimento su Ici, straordinari e mutui. L'opposizione ha rilevato che la stragrande maggioranza degli emendamenti erano stati ritirati e che quindi non si sentiva la necessità del voto di fiducia. Tuttavia il governo ha voluto chiamare la propria maggioranza all'appello e i gruppi della maggioranza hanno risposto. Nelle dichiarazioni di voto, Antonio Di Pietro (Idv) ha contrattaccato frontalmente le decisioni del governo e ha annunciato il ricorso ai referendum «per abolire le leggi vergogna portate avanti». Di Pietro, ha elencato: la norma salva-Rete4 e quella salva-premier, il no all'autorizzazione a procedere nei confronti di Di Girolamo, e i soldi tolti a giustizia, infrastruttura e solidarietà sociale per la copertura delle norme sull'Ici. «Ecco perchè noi come Italia dei valori vi neghiamo la fiducia non solo in Parlamento, ma di fronte al paese» ha concluso «e l'8 luglio saremo in piazza alla manifestazione di pubblica informazione contro i fatti e i misfatti dei primi cento giorni di governo». Anna Finocchiaro, capogruppo dei senatori Ds, si è compiaciuta delle preoccupazioni espresse da Giorgio Napolitano a proposito «dell'ingorgo istituzionale»possibile per la quantità dei provvedimenti, sottoposti all'esame delle Camere.
Da Roberto Cota (Lega) sì al voto di fiducia «per un provvedimento da cui la gente, con il taglio dell'Ici, la rinegoziazione dei mutui e la detassazione degli straordinari ottiene solo vantaggi». E Fabrizio Cicchitto (Pdl) ricorda come il testo «garantisce la coesione sociale, dando alle famiglie il doppio di quello che ha dato il governo Prodi.





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