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Pescara, 17/06/2026
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Data: 27/06/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Ferrovia, taglio vergognoso» Il deputato Lolli (Pd): il decreto è passato, gli ordini del giorno servono a poco. Anche gli amministratori del Pdl contro il governo

LE REAZIONI Cancellati lavori per 168 milioni

AVEZZANO. Dure le reazioni in Marsica dopo che il Governo ha tagliato i fondi per la ferrovia Roma-Pescara: ovvero 168 milioni di euro che se ne vanno in fumo e che avrebbero dovuto servire per ammodernare la linea.
Il decreto è già passato alla Camera, ora si aspetta il parere definitivo del Senato per la fine di luglio, ma sembra molto difficile che le cose possano andare diversamente. I sindaci marsicani - sia di destra che di sinistra - sono rammaricati e delusi della decisione dell'esecutivo Berlusconi e non intendono restare a guardare con le mani in mano.
«E' una vergogna: siamo tutti contrari a questo taglio». Commenta con decisione il sindaco di Pescina Maurizio Radichetti (Pdl): «La Roma-Pescara è uno snodo fondamentale soprattutto sotto il profilo economico, non si può far finta di niente relegandola a un ruolo marginale. Speriamo che la situazione sia ancora recuperabile, ma per questo tutto il territorio deve unirsi combattendo le strumentalizzazioni politiche». Già all'inizio del mese si tenne una manifestazione di protesta contro l'annunciata decisione del Governo, ma non tutte le istituzioni locali scesero in piazza per far sentire la loro voce. «Non c'era un progetto alla base e quindi i fondi sono stati tagliati», taglia corto il sindaco di Avezzano Antonio Floris. «Questo stato di cose andrà modificato con nuove condizioni». Il problema di una rete ferroviaria vecchia, con vetture datate che causano quotidianamente disagi e ritardi ai pendolari, si accentua con il caldo estivo e con il maggiore traffico ferroviario che si registra per motivi turistici in questi mesi. «Purtroppo il decreto è passato e la decisione ormai è definitiva», dice l'onorevole del Pd Giovanni Lolli. «Oggi (ieri per chi legge) sono stati presentati tre ordini del giorno, uno dei deputati Pd, uno dell'Italia dei Valori e uno del Pdl, in cui si chiede di ripristinare tali fondi in futuro, ma gli ordini del giorno lasciano il tempo che trovano, non hanno certo valore di legge. Chiaramente ci batteremo anche in Senato, ma non so con quali risultati, non credo che ci sarà un voto diverso da quello espresso alla Camera», conclude Lolli. Insieme ai fondi destinati alla linea ferroviaria che congiunge la capitale a Pescara, sono state tagliate altre spese sempre destinate a infrastrutture nel Meridione della penisola, come quelle per la metropolitana di superfice dell'Aquila per un ammontare di 36 milioni di euro.

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