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Data: 27/06/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Allarme di Confindustria: economia ferma. Emma Marcegaglia: «Un errore legare salari e contratti all'inflazione reale»

Il Centro Studi: l'Italia molto vicina alla stagnazione con il rallentamento di tutti i fattori di crescita. Disastroso calo dei consumi

ROMA. Siamo in stagnazione economica. Tradotto in parole povere, siamo in una situazione molto vicina al disastro con un rallentamento di tutti i fattori di crescita industriale (Pil +0,1), ma con un ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, «convincente perché in linea con il suo predecessore Padoa- Schioppa». Così si legge nel documento del Centro Studi della Confindustria.
Quanto all'inflazione all'1,7% programmata per la crescita dei salari, va bene «perché non si può fare l'errore di legare i contratti all'inflazione reale» ha ribadito la presidente Emma Marcegaglia, a fronte di un'inflazione vera che sarà a fine anno del 3,4%. Il motivo fornito è che si spera in questo modo di far marciare la produttività al pari con l'aumento del salario reale, cosa che non sarebbe avvenuta negli ultimi dieci anni, «perché l'incremento della produttività (che non sempre è legato alla quantità di ore lavorate, n.d.r.) «è stato assai limitato».
Secondo la Marcegaglia, se i salari venissero legati all'inflazione reale «si innescherebbe una spirale salari-inflazione, con il rischio che l'inflazione arrivi ben presto all'8%». Il rallentamento dei consumi è disastroso e nel 2008 si registrerà un +0,2% rispetto all'1,4 del 2007. Le famiglie non se la sentono più neanche di fare debiti con le banche: «Il credito bancario alle famiglie sta decisamente rallentando». In compenso, dice il documento, il rapporto debito-Pil continuerà a calare, attestandosi al 103,2% quest'anno.
Gli industriali vogliono avere anche il consenso dei sindacati. «Serve un approccio di apertura vera - ha insistito Marcegaglia - una discussione vera sull'emergenza economica e sociale del Paese, su riforme istituzionali e sociale serve un dialogo forte e vero fra maggioranza e opposizione». Quanto all'evasione fiscale, bisogna condurre una battaglia rigorosa. Il suggerimento della presidente è che «i proventi siano destinati alle imprese. In caso contrario la pressione fiscale aumenterebbe», anche perché non è sfuggito agli industriali che nel Dpef «la pressione fiscale è prevista invariata nei prossimi anni».
Se finora i disoccupati sono riusciti a rimediare almeno un contratto a tempo determinato, visto che il Pil sarà stagnante, anche l'occupazione rallenterà. Secondo Confindustria nel 2008 ci sarà un leggero aumento degli occupati dello 0,1% che potrebbe diventare uno 0,4 l'anno prossimo. Esattamente l'indagine del centro studi sui salari prevede: «Sostanziale stagnazione delle retribuzioni reali, perchè l'incremento delle retribuzioni per i dipendenti alla fine pari al 3,5% per il rinnovo dei contratti, sarà vanificato dal brusco aumento dei prezzi al consumo, pari appunto al 3,4%o». Il documento precisa però che le retribuzioni lorde (sono stati incrementati i prelievi, ndr) sono aumentate in dieci anni del 7,5%. Nello stesso periodo il Pil per unità di lavoro è salito nel complesso del 4%.

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