L'AQUILA. Il futuro della metro dipende dal ministero dei Beni culturali. Il sindaco aspetta la risposta definitiva, dopo la variante al progetto del percorso, che prevede il passaggio dei vettori su via Roma, ma solo fino all'incrocio con viale Duca degli Abruzzi. Il nodo, però, è San Paolo. «Ho parlato con il sottosegretario Vegas, per vedere se riusciamo a recuperare almeno una parte del finanziamento», dice Cialente.
«Il governo ci ha tolto, per la metropolitana, complessivamente 36 milioni di euro, in due tranche, e non soltanto 12 milioni», afferma il sindaco, Massimo Cialente.
«Anche se qualcuno dice il contrario, perché così fa comodo e perché pensa di essere ancora in campagna elettorale, invece di assumersi le proprie responsabilità e collaborare a un problema che proprio il centrodestra ha creato e che pagherà, comunque vada e comunque amaramente, l'intera città - sarà eventualmente la Corte dei conti a stabilire, poi, di chi saranno le colpe -, sto lavorando fortemente e tutti i giorni per cercare di risolvere al meglio, per la città, il problema della metro. Sto sollecitando, da una parte, il ministero delle Infrastrutture, per i soldi, e, dall'altra, il ministero dei Beni culturali, per la risposta su via Roma. Da quest'ultima dipende tutto: se sarà una risposta negativa, allora potrebbe essere definitivamente abbandonato il progetto; in caso contrario, cercheremo di reperire i fondi necessari e portare avanti l'opera nel migliore dei modi».
Chi invece parla di «inutilità» del progetto è il Comitato cittadino di San Sisto, Santa Barbara, Santanza, Pettino e Pile, presieduto da Carlo D'Emilio. «Lo abbiamo segnalato più volte, e siamo stati tra i pochi, alla precedente amministrazione Tempesta l'inutilità della metro di superficie per L'Aquila. Oggi siamo ancora più convinti che l'opera sia davvero inutile, dannosa e, soprattutto, antieconomica, per una città-territorio di appena 65 mila abitanti. Abbiamo verificato che anche nelle più ottimistiche previsioni, cioè il 5 gennaio, con la Fiera dell'Epifania che attira nel centro storico 50 mila persone, i bus navetta dell'Ama organizzati in passato da piazza d'Armi al centro, hanno portato appena 5.000 persone. Qualcuno può spiegarci», conclude D'Emilio, «come farà la metro a portarne 20 mila al giorno?».