Iscriviti OnLine
 

Pescara, 17/06/2026
Visitatore n. 755.032



Data: 28/06/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Brunetta mette online i permessi sindacali. Il ministro prosegue l'operazione trasparenza nella pubblica amministrazione: nel 2006 utilizzate un milione e 369mila giornate

Istat: i salari crescono del 3,3% cioè meno dell'inflazione. E calano nell'industria

ROMA. Sono oltre un milione (1.369.374) le giornate di lavoro utilizzate, nel 2006, per distacchi, aspettative e permessi sindacali nel Pubblico impiego. I numeri sulle «assenze» per motivi sindacali sono stati pubblicati ieri sul sito del ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione (www.innovazionepa.it) nell'ambito della «operazione trasparenza» lanciata dal ministro Renato Brunetta. I dati riguardano circa l'85% delle amministrazioni e il 96% dei dipendenti pubblici.
Il costo complessivo delle assenze per motivi sindacali è stimato dai tecnici di Palazzo Vidoni in 121.440.000 euro. Sempre nel 2006 le giornate di aspettativa o permesso dei dipendenti pubblici per funzioni pubbliche elettive (Parlamento, Comuni, province, Regioni) sono 817.144 per un costo stimato pari a 67.170.000 euro.
E ieri l'Istat ha fornito i dati sulle retribuzioni. I salari corrono veloci come mai da oltre un anno e mezzo. Ma non abbastanza da eguagliare l'aumento dei prezzi. A maggio le retribuzioni orarie sono cresciute del 3,3% (l'incremento più alto dal dicembre 2006), mentre l'inflazione è cresciuta del 3,6%.
Intanto, però, circa 7 milioni di dipendenti sono in attesa del rinnovo del contratto. L'aumento delle retribuzioni orarie di maggio (+3,3% in un anno e +0,6% in un mese) risente dei primi miglioramenti retributivi grazie a numerosi contratti siglati ad aprile. Ma la quota di dipendenti in attesa di rinnovo (57,1%) è aumentata rispetto a un anno fa (55,1%). Con 38 accordi scaduti a fine maggio, risulta che circa 7 milioni di dipendenti sono ancora in attesa di rinnovo del contratto e l'attesa media è di 9 mesi. Ai rinnovi contrattuali è legata anche la maggior parte degli scioperi dei primi 4 mesi dell'anno, quadruplicati rispetto allo stesso periodo del 2007 (1,4 milioni di ore non lavorate).
Le buste paga sono aumentate considerevolmente nelle assicurazioni (+7,7%), dove ci sono stati due rinnovi consecutivi, in una situazione di pregresso molto ampio, e anche nei ministeri (+6,2%). Gli aumenti minori nel commercio (+0,4%), servizi alle imprese (+0,9%) e tessile (+1,1%). Non c'è da essere ottimisti secondo Giorgio Cremaschi, Fiom, che ricorda come l'inflazione ?vera' sia sopra il 5%. «E' chiaro che questo dato dell'Istat - afferma l'esponente della sinistra Cgil - dimostra che i salari continuano ad andare peggio dei prezzi e cioè che cala il potere d'acquisto».
E nelle grandi imprese ad aprile l'occupazione è rimasta ferma e le retribuzioni sono calate dell'1,8% in un anno e dell'1,7% in un mese. La situazione peggiore riguarda l'industria, dove l'occupazione cala dell'1,1% e le retribuzioni del 2%. Nei servizi, invece, l'occupazione è cresciuta dello 0,7%, ma gli stipendi sono diminuiti dell'1,7%. I cali più consistenti dell'occupazione si sono avuti nelle costruzioni (-5,3%), nella produzione di energia elettrica, gas e acqua (-4,9%), ma anche nel tessile (-5,4%). E' aumentata invece nel settore alimentare.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it