Al probabile ritocco dei pedaggi sull'A 24, ipotesi ventilata pochi giorni fa dalla minoranza in Provincia di Teramo, il consigliere del Pd, Antonio Topitti, manifesta inquietudine. Prima di tutto chiede l'intervento della Magistratura per far luce sui recenti avvenimenti che hanno visto alcuni cedimenti strutturali verificarsi nella galleria Carestia. «Perché - chiarisce Topitti - si accerti alla fine di chi è questa benedetta responsabilità e perché ci dovrà essere qualcuno che dovrà pur pagare per queste scempiaggini, anche se la ditta è fallita». A suo tempo, già l'ingegnere Alberto Rapagnà, fratello di Pio, a metà anni'90 fece sentire la sua voce circa i materiali che vennero usati sull'A 24, nel tratto che va dalla galleria del Gran Sasso a Colledara, indicando nell'umidità un fattore di rigonfiamento per il ferro con relativo sgretolamento del cemento. Questo ribadisce il consigliere: «Già da tempo esistevano le condizioni per metterci una toppa». Ma quello che lo fa imbufalire è certamente l'eventuale aumento dei pedaggi» Topitti riconosce gli investimenti compiuti dall'ente gestore in un'autostrada di montagna, dove il transito di auto è davvero scarso, anche se, come spiega Topitti «fino all'Aquila Ovest non v'è traccia di un autogrill: che servizio si rende alla collettività? L'A 24 deve rivestire anche un ruolo sociale e soprattutto turistico, altrimenti che futuro potrà avere la nostra provincia?» E proprio ieri 50 occupanti del pulman che, a causa di un'avaria al motore, si è bloccato in tarda mattinata lungo la Teramo-mare provenienti da Cassino sono stati soccorsi dalla protezione civile. I 35 ragazzi ed i 15 accompagnatori, dovevano raggiungere Rimini per partecipare ad un torneo di calcio