MILANO. Banca Intesa sta valutando l'ipotesi di un fallimento pilotato per Alitalia. La banca guidata da Corrado Passera potrebbe lanciare un ultimatum al governo: accettare il piano oppure Intesa è pronta a rimettere il mandato come advisor. I tempi stringono. Ieri a Roma c'è stata l'assemblea di Alitalia e il presidente, Aristide Police, ha detto che «il 2007 è stato l'anno più difficile della nostra storia». Poi ha messo sul tavolo i dati. Si tratta di cifre spaventose, aggravate negli ultimi mesi da nuovi rincari del prezzo dei carburanti. Secondo Police «le già scarse risorse sono in via di erosione e la competizione è sempre più agguerrita». Anche la procedura di privatizzazione, dopo che il governo Berlusconi ha buttato a mare il possibile accordo con Air France è considerata da Police «la più difficile delle tante realizzate negli ultimi anni». Insomma, se l'assemblea dei soci (il ministero dell'Economia ha il 49% delle azioni) ha preso in esame i conti a fine 2007, adesso, dice Police, «la situazione è addirittura peggiorata».
Dunque, assemblea dei soci a parte, adesso gli occhi di tutti sono puntati sul piano di Intesa. A quanto si è saputo, Alitalia verrebbe divisa in due. Da una parte la "newco", cioè una nuova società aperta all'ingresso dei soci privati. Chi sono? Ci sono Air One (che non mette soldi ma solo i suoi aerei e i suoi debiti) e Roberto Colaninno, l'ex manager di Olivetti e Telecom ora al comando della Piaggio. Poi è da valutare il possibile ingresso del gruppo Ligresti, dei Benetton e di Marcellino Gavio. Con le iniezioni di capitale fresco, Alitalia potrebbe arrivare a disporre di 1,5 miliardi di euro. Va aggiunto che, nella "newco" non è previsto l'ingresso di Meridiana.
Ma siamo solo all'inizio del percorso, perchè l'altra metà di Alitalia resterebbe in una "bad company", una cattiva società, che dovrebbe fallire senza ricorrere alla legge Marzano (quella che ha salvato Parmalat). E in questa "bad company" ci dovrebbero essere i debiti e gli esuberi. Si parla di 4 mila disoccupati nelle attività di volo e 8 mila nei servizi di terra. A questo punto, è chiaro, dovrebbe intervenire il governo con gli ammortizzatori.
Intanto sta per cominciare uan settimana difficile per chi viaggia. Sabato 5 luglio saranno in sciopero dalle 10 alle 14 i piloti di Air One. Domenica 6 luglio alle 21 entrerà in sciopero il personale del trasporto ferroviario (fino alla stessa ora di lunedì). E lunedì 7 ci saranno 24 ore di sciopero nel trasporto pubblico locale. Nello stesso giorno, incrociano le braccia piloti, assistenti di volo e personale di cabina di Air One. Sciopero, il 4 luglio, dei dipendenti Telecom.