Sette milioni di dipendenti aspettano il rinnovo del contratto collettivo di lavoro. Lo riferisce l'Istat. Una cifra aggiornata al mese di maggio, quando i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore erano 38: regolano il trattamento economico e normativo di circa 5,3 milioni di dipendenti e ad essi corrisponde un'incidenza in termini di monte retributivo pari al 42,6 per cento. Risultano scaduti, invece, altri 38 accordi, relativi come detto a circa 7,0 milioni di dipendenti e al 57,4 per cento del monte retributivo totale.
Al momento, dunque, più della metà dei dipendenti (il 57,1%) lavora con un contratto scaduto. E l'Istat ammonisce anche che alla fine del prossimo semestre (giugno-novembre), qualora non avvenissero rinnovi, la quota dei contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore scenderebbe ulteriormente al 39,5 per cento, e il peso dei contratti scaduti da oltre tre mesi risulterebbe pari al 60,3 per cento. I mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto a maggio 2008 sono in media 9, in aumento di quasi un mese rispetto ad aprile, ma circa 4 di meno rispetto a un anno prima. L'attesa media distribuita sul totale dei dipendenti e' di 5,1 mesi: era di 4,6 mesi ad aprile 2008 e 7,2 mesi a maggio 2007.
Va però ricordato che, proprio a giugno, sono stati rinnovati due importanti contratti: quello del tessile abbigliamento e quello per i lavoratori edili, rinnovi che ovviamente incideranno sulle prossime rilevazioni Istat.
Retribuzioni
Sempre nel mese di maggio 2008 le retribuzioni contrattuali orarie sono aumentate del 3,3 per cento rispetto a maggio 2007. L'aumento registrato nel periodo gennaio-maggio 2008, in confronto al corrispondente periodo dell'anno precedente, è del 2,8 per cento.
Si tratta, precisa l'Istat, dell'incremento tendenziale maggiore dal dicembre 2006. L'aumento e' il risultato di piu' eventi contrattuali: ad aprile sono stati firmati alcuni importanti contratti e alcuni hanno cominciato a dare effetti a maggio. Gli aumenti sono comunque inferiori all'inflazione, che nello stesso mese ha toccato quota 3,6 per cento.
Nelle grandi imprese dell'industria, invece, la retribuzione lorda per ora lavorata è calata del 2% su base annua e del 2,3% rispetto al mese di marzo (al netto della stagionalita'). Nelle grandi imprese dei servizi la retribuzione lorda per ora lavorata ha segnato un calo dell'1,7% su base annua e dell'1,4% su base congiunturale, al netto della stagionalita'. Quanto al costo del lavoro, quello per ora lavorata nelle grandi imprese ha registrato, ad aprile, una variazione di 1,7% rispetto a marzo (al netto della stagionalita') e di -1,2% rispetto allo stesso mese del 2007 (con un -1,9% per l'industria e un -1% per i servizi).
Occupazione: ad aprile ferma nelle grandi imprese
L'Istat informa anche che nel mese di aprile l'occupazione nelle grandi imprese ha registrato una variazione nulla (al lordo della cassa integrazione) e un aumento dello 0,2 per cento (al netto della cassa integrazione). L'istituto di statistica precisa che rispetto al mese di marzo si e' avuta una variazione nulla al lordo e un aumento dello 0,1 al netto. Riguardo i settori, le maggiori diminuzioni si registrano nelle industrie tessili e dell'abbigliamento (-5,4 per cento), nelle costruzioni (-5,3 per cento) e nella produzione di energia elettrica, gas e acqua (-4,9 per cento); gli aumenti tendenziali piu' consistenti si registrano nella produzione di apparecchi elettrici e di precisione (+4,2 per cento), nelle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (+3,3 per cento) e nelle industrie delle pelli e delle calzature e le raffinerie di petrolio (entrambe +2,6 per cento).
Scioperi in aumento
L'Istat segnala infine che nei primi tre mesi del 2008 gli scioperi sono quasi quadruplicati. Le ore non lavorate per
conflitti (originati dal rapporto di lavoro)
sono state 1,4 milioni (quasi 4 volte il corrispondente valore
dell'anno passato). Quasi la totalita' degli scioperi (l'86%) e'
da imputare alla motivazione del rinnovo del contratto di
lavoro.