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Pescara, 19/06/2026
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Data: 01/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
L'inefficienza della politica per il trasporto ferroviario abruzzese di Tino Di Cicco

Naturalmente la politica italiana costa molto. Ormai è noto quasi a tutti. Si parla di costi tripli rispetto alla media europea. Ma, nonostante tutto, forse questo non è il vero problema. Uno ancora più grave scaturisce dalla inefficienza della classe politica nostrana. In attesa di un nuovo libro-scandalo che documenti l'irrilevanza di una attività che costa molto e produce quasi niente, provo a documentare il disinteresse bipartisan della classe politica regionale nel campo del trasporto ferroviario abruzzese. Sperando che altri cittadini possano fare ancora meglio in altri campi di attività. La più eloquente prova del disinteresse dei responsabili politici regionali nella mobilità ferroviaria, è documentata dal seguente fatto: da circa 20 anni esiste anche in Abruzzo una specie di «compartimento ferroviario»: la Direzione del Trasporto ferroviario regionale. Ebbene in questa Direzione si sono succeduti finora circa dieci dirigenti; nessuno dei quali abruzzese. Con la conseguenza che dopo uno/due anni il dirigente è tornato nella località di provenienza. In questo modo abbiamo avuto dirigenti che ignoravano il nostro territorio ed i suoi problemi. Ad essi è mancato inoltre il tempo e il modo per risolvere qualcuno dei problemi esistenti. Eccone un breve elenco. Gli abruzzesi pagano il biglietto ferroviario lungo la direttrice adriatica (Pescara-Bologna e Pescara-Bari) circa l'80% in più degli altri italiani. Il problema è stato evidenziato presso tutte le sedi regionali competenti (presidenza compresa), senza che ci sia stata alcuna reazione. Se c'è da tagliare un nastro di un'opera che mai vedrà la fine, il politico è pronto ad eseguire; se c'è da eliminare una ingiustizia clamorosa a danno della collettività regionale, allora il politico non c'è.
Unico caso in campo nazionale, da noi manca un collegamento con treni regionali tra due città limitrofe come Pescara e Foggia. I cittadini sono perciò costretti ad improbabili coincidenze a Termoli che possono far durare il viaggio Pescara-Foggia con treni regionali anche 6/7 ore. Si è perciò costretti ad utilizzare treni alternativi (Intercity o Eurostar) che costano anche il 100% in più di quello che pagano altri italiani. C'è poi lo scandaloso problema delle sanzioni (fino a 224 euro) ai cittadini che non riescono ad acquistare il biglietto ferroviario a terra, a causa delle carenze nella rete di vendita. Solo quattro regioni hanno accettato che i clienti dei treni subissero una penalità così pesante; fra queste naturalmente l'Abruzzo. Le altre hanno saputo legiferare per trovare una soluzione meno iniqua. C'è poi il problema della linea Pescara-Avezzano-Roma, e della totale incapacità dei massimi responsabili regionali ad andare oltre la chiacchiera.
Alcuni di questi problemi sono il risultato di una sedimentazione decennale. Nel frattempo al governo abruzzese si sono alternati centrodestra e centrosinistra, senza che qualcuno si impegnasse per le soluzioni. Perchè? Forse perchè è difficile affrontarli. O forse perchè il politico è più impegnato a curare le clientele che il bene comune. O forse perchè i problemi sono mine vaganti sulla carriera del politico. Il politico preferisce evitare ogni problema, per evitare di commettere errori. Non facendo niente, non sbaglia mai, e può così sperare di riproporsi con successo nella prossima campagna elettorale. Ma perchè i cittadini dovrebbero accettare con rassegnazione una politica che costa troppo, e non risolve alcun problema?
Forse perchè non sanno che i politici sono loro «dipendenti» che timbrano il cartellino, ma in ufficio leggono poi i giornali. Speriamo che il federalismo fiscale prossimo venturo possa aiutare gli abruzzesi ad aumentare la consapevolezza delle loro responsabilità. Speriamo che possano imparare a stimare il politico non per l'abilità a «sistemare» un parente, ma per l'amore con cui cercano giustizia per la loro collettività.

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