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Data: 01/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Arpa: niente tagli, aumenta il biglietto. Eletto anche un vice direttore. Scaccialepre (Filt Cgil): ora sarà sciopero

PESCARA. Altro che tagli. L'assemblea Arpa, con a capo il neo assessore regionale, Donato Di Matteo, socio di maggioranza della più grande azienda di trasporti d'Abruzzo, non solo non ha fatto la riduzione del Cda, confermando i cinque posti: presidente, direttore e tre componenti del Cda, ma è stato nominato anche un nuovo vice direttore, Paolo Palomba, neo dirigente Arpa omonimo del consigliere regionale dell'Idv. Palomba affiancherà il direttore Carlo Michele Di Giambattista. I quattro componenti del Consiglio di amministrazione hanno però promesso di ridursi lo stipendio.
Così dopo l'assemblea di ieri il quadro economico e politico di riferimento è questo: Nicola Basilavecchia, direttore (65 mila euro che non saranno ridotti); Nicola Sposetti, Alfredo Moroni, tutti del Pd, con una indennità di 32 mila euro che dovrà essere tagliata. Poi Domenico Di Fabrizio (Udeur) e Gabriele Pizii (PdCi) che pure dovranno ridurre lo stipendio di 32 mila euro. La scelta di prorogare per un anno il Cda e fare la nomina del vice direttore è stata presa con la benedizione del neo assessore ai trasporti Donato Di Matteo, che evidentemente non se l'è sentita di fare scelte dolorose. Come se non bastasse, a completare il lunedì nero dei trasporti regionali arriva la notizia dell'aumento del 3,7% delle tariffe, che scatta da oggi nel sistema dei trasporti abruzzese, sia pubblico che privato. Un adeguamento, che segue quello del 2006, deciso dalla Giunta in base all'inflazione, ma soprattutto a causa degli aumenti dei costi, a partire dal carburante.
Esclusi dall'aumento le tratte per Roma e per Napoli, il bigletto unico dell'area metropolitana Pescara-Chieti e il cosidetto Girabruzzo, un biglietto integrato treno-gomma riferito all'Abruzzo Interno, alla Valle Subequana.
Tutto ciò mentre, sempre ieri, Cgil, Cisl, Uil e Ugl trasporti, riuniti in assemblea, hanno proclamato lo stato di agitazione, annunciando anche uno sciopero. In una nota la scelta di scendere in piazza: «l'Arpa», sostengono i sindacati, «ieri, dopo mesi, nel giorno in cui scadeva l'ultimatum, ha fornito una sola risposta ai numerosi quesiti». «E per giunta provocatoria», ha sottolineato Luigi Scaccialepre, segretario regionale della Cgil Trasporti, che parla anche a nome dei colleghi di Cisl, Uil e Ugl.
«L'azienda non funziona», ha spiegato Scaccialepre, «si rimanda ogni decisione, tra i lavoratori c'è tensione. Si chiedono sacrifici ai dipendenti mentre la politica continua ad occupare poltrone. L'assemblea dell'Arpa non ha operato la riduzione da cinque a tre del Cda, non rispettando la legge regionale. L'aumento? Quello c'è perché sono lievitati i costi, ma l'Arpa può recuperare soldi facendo pagare i bigletti a tutti, cosa che non accade oggi».
All'orizzonte si profilano poi altri problemi, come le liberalizzazioni del settore con l'obbligo, entro la fine dell'anno, di fare gare comunitarie aperte a tutti per l'affidamento di servizi, ora dati in concessione. La Regione aveva indicato la strada della Holding, ossia il progetto di azienda unica con l'unificazione di Arpa, Gtm e Sangritana e dei loro Cda. Per il progetto di holding l'Arpa ha commissionato uno studio all'advisor Kpmg, che ha fatto una serie di ipotesi. Mentre, secondo i sindacati, il tempo stringe, l'assessore Di Matteo ha formato un gruppo di lavoro con tre consiglieri di maggioranza e due del centrodestra per approfondire il problema. Il «gruppo di lavoro» doveva insediarsi già su nomina della conferenza dei capigruppo, ma non se ne è saputo più nulla.

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