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Data: 01/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
L'accordo sulla Tav non ferma le proteste. Ma la presidente di Confindustria Marcegaglia: adesso bisogna rispettarlo

«Non comprende il tracciato» nota il leader della Comunità Bassa Val di Susa. Il ministro Scajola: fase operativa in tempi brevi

TORINO. La firma dell'accordo che dovrebbe spalancare la strada alla realizzazione della Tav Torino-Lione è accolta dal governo con soddisfazione, così come dalle amministrazioni locali, industriali e associazioni ambientaliste. Ma c'è chi frena e sostiene che l'accordo fatto non comprende assolutamente il tracciato. «Questo governo farebbe bene ad aspettare a cantare vittoria», ha detto Antonio Ferrentino, presidente della Comunità montana della Bassa Val di Susa.
Insomma, la Tav fa ancora molto discutere. «L'Osservatorio tecnico ha raggiunto il consenso degli enti territoriali su un'ipotesi di tracciati, vi assicuro che mi adopererò affinché il passaggio dalla fase di consultazione e di analisi a quella di realizzazione dell'opera avvenga in tempi più brevi e con costi aggiuntivi più ridotti», dice il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. Eppure in trincea rimangono i comitati No-Tav e Ferrentino insiste: «L'accordo siglato non contempla il tracciato, e la differenza non è cosa da poco». L'enfasi sull'accordo, secondo gli amministratori locali della valle interessata dal passaggio dell'Alta Velocità ferroviaria, finisce per mettere in secondo piano la battaglia che buona parte dei cittadini e dei politici locali hanno condotto rivendicando il proprio diritto di parola proprio sul tracciato della nuova linea ferrata. «La partita è ancora tutta da giocare», dice l'eurodeputato di Rifondazione, Vittorio Agnoletto, «i sindaci sono caduti nella trappola dell'Osservatorio e hanno trovato un accordo senza consultare i propri cittadini. Per rispettare i tempi stabiliti dalla Ue i lavori del tunnel dorebbero partire entro gennaio 2010 ma sarà difficile per il governo rispettare tale termine. E' inoltre inconcepibile che si pensi di spendere 20 miliardi per far arrivare 30 minuti prima le merci da Torino a Lione, di fronte alla drammatica crisi economica che viviamo».
Confindustria chiede fermezza per voce del presidente Emma Marcegaglia, che si è complimentata per l'accordo sostenendo però che ora deve essere mantenuto. Plausi arrivano anche dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino che ha definito l'accordo: «un primo passo significativo». Pure gli ecologisti sono soddisfatti dell'intesa ma lo spettro di altre manifestazioni e altri blocchi stradali non è ancora scomparso.

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