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Pescara, 17/09/2019
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Data: 22/06/2006
Testata giornalistica: Il Messaggero
Teramo. No all'arretramento della stazione. La Cgil lancia una provocazione: «il sindaco indica un referendum»

Di Odoardo: «Apriremo un confronto con le Ferrovie, già disposte ad acquisire l'area di risulta»

Teramo. «Arretramento della ferrovia?Che il sindaco faccia un referendum cittadino». A lanciare la provocazione è il segretario provinciale della Cgil, Giampaolo Di Odoardo, insieme a due rappresentanti di categoria, Luigi Scaccialepre ed Aurelio Di Eugenio. Dopo l'incontro chiesto ed ottenuto con l'assessore regionale Enrico Paolini sulla questione del Piano triennale del turismo, questa volta il sindacato si rivolge al sindaco, Gianni Chiodi, al quale chiede un confronto pubblico per capire come mai durante l'amministrazione Sperandio, quando erano ancora minoranza, si opposero alla proposta di arretrare la ferrovia nella zona del cimitero, avanzando addirittura l'idea di portarla, invece, fino a piazzale San Francesco, mentre oggi, che sono al governo, scelgono la stessa linea della precedente amministrazione, con una piccola via di mezzo. «Oggi parlano della questione economica - evidenzia Di Odoardo -. Ma nel 2004 questo problema non esisteva?» La Cgil annuncia l'intenzione di voler aprire una trattativa con le Ferrovie, «già disposta, nel 2000, a voler acquisire l'ex area di risulta per creare i parcheggi», evidenzia Scaccialepre. «L'amministrazione deve rivedere la decisione di arretrare la ferrovia -dice -, anche perchè, in questo momento, abbiamo la possibilità di essere inseriti, o quanto meno di concorrere, per i finanziamenti del Piano regionale integrato dei trasporti,in fase di realizzazione. Un Piano che segue la tendenza nazionale di scegliere il trasporto su ferro per l'attraversamento delle città». La Cgil, insomma, punta sull'ex area di risulta per partire con un progetto di sviluppo della ferrovia da realizzare in diverse fasi, che prevede l'avvicinamento graduale al centro della città, passano da piazzale San Francesco fino ad arrivare, da una parte, alle porte del Parco (Montorio), dall'altra a Scapriano. «Un modo - rimarca Di Odoardo - per guardare veramente a Teramo 2020, più vicina anche ad Ascoli, in linea con il piano strategico». «In questo momento, invece, l'amministrazione pensa solo a creare una città nella città proprio nella zona della stazione - conclude Di Eugenio -. Progettando palazzi alti 20 metri, zone commerciali e 30mila metri cubi di cemento. Tutto questo con un piano urbano del traffico che non servirà affatto a decongestionare il traffico».

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