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Data: 02/07/2008
Testata giornalistica: Ansa
Trasporti: governo, da caro-greggio allarme boom domanda bus

ROMA - Il caro greggio innesca una nuova emergenza: quella del trasporto pubblico urbano. Il governo prevede infatti ''l'esplosione della domanda'' di bus e metro da parte dei cittadini alle prese con l'alto livello ''dei costi del carburante''. Muoversi con un mezzo privato - scrive l'esecutivo nell'allegato Infrastrutture alla Finanziaria - costa ad ogni cittadino di una grande citta', come Roma, 3-4 mila euro l'anno: una cifra ''impensabile'' rispetto ai 230 euro per l'abbonamento al Trambus. Si prevede cosi' una forte richiesta di mezzi pubblici. Ed il passaggio dal mezzo privato a quello pubblico ''provochera' nel breve periodo gravi problemi di saturazione e nella capacita' di garantire un'offerta adeguata'', mette in guardia il Ministero dei Trasporti nel documento. Le ''emergenze nel trasporto in ambito urbano diventano cosi' una priorita' strategica: una emergenza da affrontare e risolvere in tempi certi per evitare che diventi una emergenza irreversibile''. Entro i prossimi quattro anni, grazie alle opere previste dal Piano Decennale, ''sono stati gia' aperti cantieri per oltre 9 miliardi di euro (Torino, Milano, Genova, Bologna, Parma, Rimini, Roma, Napoli e Palermo) che consentiranno, ''entro i prossimi 5 anni, un aumento delle reti metropolitane di oltre 270 chilometri'' a fronte di una dotazione di 96 chilometri di cui il Paese disponeva nel 2001. Ma l'emergenza e' piu' vasta, e il problema del trasporto pubblico locale, che ''ha perso ormai le caratteristiche redistributive del reddito'', eleva il tema ''a livello nazionale e non locale''. Anche perche' il costo della congestione ''nelle grandi e medie aggregazioni urbane e' stimato intorno ai 9 miliardi di euro''. Le famiglie spendono per gli spostamenti ''sia in ambito urbano, sia nelle aree contermini alle grandi e medie aggregazioni urbane'', una cifra che nel 2007 e' stata pari a 40 miliardi di euro che, senza l'attuale offerta di trasporto pubblico, sarebbe stata di ''50 miliardi''. Per il trasporto privato nelle citta' le famiglie hanno cosi' speso il 45%, pari a 15,3 miliardi, della cifra (34 miliardi) complessiva spesa per il ''consumo di carburanti''. Ma c'e' di piu' a innescare l'emergenza: il blocco della mobilita' urbana che pesa, generando ''danni rilevanti'' al terziario e quindi ''in modo diretto sulla crescita del Pil''. E, ancora, il problema ambiente: il tasso di inquinamento ha superato, in molte citta' sopra i 200 mila abitanti, la soglia limite di Co2 piu' volte in un solo mese (fino a 7-8 volte). Da segnalare poi - sottolinea l'allegato - il ''forte indebitamento pubblico del trasporto locale che, con i proventi dell'utenza, recupera in Italia appena il 15-20% delle spese contro percentuali del 30-35% della Francia, del 45-55% tedesco e del 72% dell'Inghilterra. ''Fino al 2001 le nostre citta' erano state considerate banali serbatoi residenziali, dimenticando che in sole 13 aree urbane del Paese si concentrava oltre il 65% dei consumi ed il 70% delle attivita' del terziario'', spiega ancora il documento, sottolineando che ''tutto questo porta alla identificazione urgente di tutte le azioni, di tutti gli strumenti, capaci di garantire questo indispensabile processo di infrastrutturazione del Paese. Non portare avanti una simile politica, una simile azione strategica, significa bloccare la crescita e lo sviluppo''

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