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Pescara, 19/06/2026
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Data: 04/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
D'Alfonso: «Non mi dimetto, chiarirò tutto» Perquisizioni a casa e nel suo ufficio, la lunga giornata del primo cittadino

Alle 6 scatta il blitz anche nelle abitazioni dei due autisti

PESCARA. «Non ho nessuna intenzione di dimettermi». Così D'Alfonso ha concluso ieri sera una conferenza stampa convocata al termine di una giornata drammatica, la più lunga da quando è alla guida del governo della città. Il sindaco e la sua famiglia sono stati svegliati alle 6 del mattino da un blitz della polizia giudiziaria, entrata nella sua abitazione per perquisirla da cima a fondo. Poi, più tardi, è toccato al suo ufficio. In Comune sono arrivati una quindicina di agenti della mobile, al comando di Nicola Zupo e della Polpost, lasciando di stucco dipendenti e consiglieri.
Un intervento massiccio da parte delle forze dell'ordine che ha suscitato apprensione e preoccupazione tra il personale. La notizia ha fatto il giro della città e il Comune, semivuoto per l'inizio delle ferie, si è riempito di giornalisti e politici che volevano avere informazioni su cosa stava accadendo. Ecco la cronaca.
BLITZ A CASA. Alle 6, una squadra della mobile guidata da Zupo è andata a casa di D'Alfonso, che è sindaco e segretario regionale del Pd, per acquisire documenti. Altri agenti hanno perquisito anche le abitazioni dei suoi autisti, Giovanni Zappacosta e Osvaldo Tatone. Mentre avvenivano i controlli, un elicottero della polizia sorvolava a bassa quota la città. Poi, a mezzogiorno, D'Alfonso, con giacca e pantaloni jeans, ha accompagnato Zupo e i suoi agenti in Comune.
CONTROLLI IN COMUNE. Sono piombati in municipio, passando dalle scale antincendio, anche gli uomini della Polpost, guidati dall'ispettore, Davide Zacconi. La polizia postale si è recata nell'ufficio del capo di gabinetto del sindaco, Marco Molisani ed è rimasta lì, a controllare documenti fino al pomeriggio, mentre la mobile perquisiva gli uffici di D'Alfonso. Sarebbe stato sequestrato un pc.
ARRIVANO I GIORNALISTI. Hanno suscitato clamore le notizie del doppio blitz e di un avviso di garanzia al sindaco, con ipotesi di reato che vanno dalla corruzione alla concussione, dalla truffa aggravata al falso ideologico, per due inchieste riguardanti le spese elettorali e gli Amici della Pescara calcio. Il municipio si è riempito di giornalisti. Ma il Comune è stato blindato: i commessi hanno vietato categoricamente l'accesso ai corridoi che portano agli uffici del sindaco persino ai consiglieri. In quelle ore di trepidante attesa si sono visti passare, diretti verso la stanza del sindaco, il legale difensore del primo cittadino, Giuliano Milia, l'ex portavoce di D'Alfonso, Marco Presutti e poi assessori e consiglieri.
PARLA D'ALFONSO. Il sindaco ha cercato di evitare per tutta la giornata i giornalisti. Ma raggiunto al telefono ha assicurato che non si sarebbe dimesso. Poi, dopo aver diffuso un brevissimo comunicato, si è deciso in serata a convocare una conferenza stampa. «Ho sempre agito esclusivamente nell'interesse della città» ha affermato «sono convinto di poter chiarire ogni passaggio che mi viene contestato dall'autorità giudiziaria. Ho fiducia nel lavoro della magistratura e certezza sugli elementi che posso fornire su ogni nodo di ogni procedura che ha riguardato le decisioni di questa amministrazione. È possibile ricostruire tutto in merito agli Amici della Pescara calcio e fornire chiarimenti sull'attività e comunicazione istituzionale. Il sindaco ha concluso sottolineando di avere ricevuto solo una perquisizione e di avere capito «che bisogna rendere più evidenti le risposte ai perché si fanno le cose». Alle 19, alla seduta di giunta era assente.

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