«I mezzi sono vecchi, alcuni anche di quindici anni e senza aria condizionata; e invece che investire i quasi due milioni di utile dell'anno scorso per migliorare il servizio per gli utenti l'Arpa che fa? Assume nuovi dirigenti».
All'indomani della decisione del consiglio di amministrazione della società di aggiungere alla fila un altro vice direttore, Alessandro Di Naccio, segretario generale della Fit (Federazione italiana trasporti) Cgil Abruzzo attacca la gestione dell'azienda regionale di trasporto pubblico. «L'arrivo di questo nuovo vice direttore costerà all'Arpa circa centomila euro in più all'anno. E meno male che avevano stabilito di razionalizzare i costi».
A Di Naccio questo modo di governare proprio non va giù. "Come sindacato siamo in stato di agitazione. Martedì incontreremo l'assessore ai Trasporti della Regione. E se ci sarà un nulla di fatto arriveremo allo sciopero». «Tra Pescara e Ortona, pensi, ci sono cinque società di trasporto pubblico, tra Orsogna e Ortona quattro. Fanno tutte lo stesso giro e hanno più o meno gli stessi orari, solo che ogni autobus viaggia con cinque o dieci passeggeri. Non sarebbe meglio che ce ne fosse uno e pieno?».
Secondo Di Naccio le gare d'appalto dovrebbero essere generali, fatte a livello regionale non territoriali. «Così si eviterebbero costose sovrapposizioni di corse e inutile sperpero di denaro». Il problema per il sindacato è che c'è una cattiva gestione a monte. «Non c'è coordinazione ma solo ricerca di guadagno. Mia figlia per arrivare da Ortona a Teramo deve comprare quattro biglietti diversi».
Nell'ufficio della direzione dell'esercizio dell'Arpa, in un palazzone di via Gran Sasso a Chieti, arrivano mediamente sessanta, tra mail, lettere e telefonate, richieste al giorno. Gli utenti scrivono per protestare, chiedere spostamenti di linea e orari, dare suggerimenti. «Rispondiamo a tutti - assicura Montanaro, direttore dell'esercizio - ma è ovvio che realizziamo solo le cose più plausibili e popolari tra i passeggeri».
Per la provincia di Chieti la regione ha assegnato all'Arpa un contributo per tre milioni di chilometri, le corse fuori budget l'azienda deve pagarsele da sé. «E' per questo - continua Montanaro - che prestiamo massima attenzione alle ragioni degli utenti. Per accontentare tutti con un'offerta che rispecchi il più possibile la domanda, senza però uscire dai paletti».
Peccato che la domanda non incontri l'offerta: per chi da Chieti vuole andare al mare a Francavilla i bus partono ogni mezzora, mentre per il ritorno se si perde la corsa delle 19.35 addio rientro a casa. Ed è peggio nei festivi: al pomeriggio da Francavilla a Chieti ci sono solo 3 corse.