Iscriviti OnLine
 

Pescara, 19/06/2026
Visitatore n. 755.096



Data: 05/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Arpa, crescono i «portoghesi» Il biglietto è aumentato ma uno su 5 non lo paga. I sindacati accusano l'azienda di inefficienza: molti viaggiatori non riescono a trovare i ticket

L'AQUILA. In Abruzzo a non pagare il biglietto sugli autobus non sono solo i cosiddetti portoghesi. In molti salgono senza tagliando sui pullman per la difficoltà a volte, soprattutto nei giorni festivi, di trovare il biglietto. Succede in particolare per le corse dell'Arpa, la società regionale di trasporti più grande, che serve tutto il territorio regionale. Le cause? I punti vendita non sono sufficienti, sono poco riforniti, molto spesso sono chiusi. E mancano anche i controlli.
I verificatori dovrebbero essere 24, ma in Arpa attualmente in servizio ce ne sono 12. E senza controlli, anche chi vuole pagare, cede. Questo stato di cose pone l'Abruzzo tra le regioni con più alta evasione tariffaria. E mentre la stessa Arpa ritocca i biglietti in su del 3.7%, nel territorio regionale un passeggero su cinque non paga il biglietto, secondo una indagine nazionale condotta da Asstra, l'associazione delle aziende di trasporto locale. A denunciare il fenomeno sono le segreterie regionali di Cgil, Cil ed Uil Trasporti che hanno inserito anche questo tema nel pacchetto di rivendicazioni contro l'azienda: i sindacati hanno proclamato lunedì scorso lo sciopero per le mancate risposte dell'azienda, proprio nel giorno in cui l'assemblea dell'Arpa, su benedizione del neo assessore Donato Di Matteo, anziché tagliare due componenti, ha confermato l'assetto a cinque del Cda, procedendo anche all'assunzione di un vice direttore. Una mossa giustificata con il dimezzamento delle indennità del vice presidente e dei tre consiglieri. L'unica a salvarsi quella del presidente, Nicola Basilavecchia, a cui è stata confermata l'indennità di 65mila euro annui. Un altro punto caldo della rivendicazione dei sindacati è il completo abbandono delle officine e dei meccanici «a tutto vantaggio della esternalizzazione del servizio manutenzione», denuncia il segretario regionale Cisl Trasporti, Alessandro Dinaccio, che parla anche a nome dei colleghi Scaccialepre (Cgil) e Di Credico (Uil). «Abbiamo chiesto all'azienda i conti, per noi la esternalizzazione non è conveniente. L'evasione tariffaria? Non ci sono biglietti sufficienti in giro ed è difficile trovarli nelle agenzie spesso chiuse. La responsabilità è di Sistema e poi Arpa non fa controlli». Martedì è in programma un confronto molto caldo tra sindacati e assessore Di Matteo, alla presenza dei vertici aziendali. Intanto, è stato nominato il comitato del consiglio regionale che dovrà approfondire la riforma dei trasporti con il progetto di fusione di Arpa, Gtm e Sangritana: è costituito dai consiglieri di maggioranza Angelo Di Paolo, Camillo Cesarone e Angelo Orlando e da quelli di minoranza Mario Amicone e Alfredo Castiglione. Di Matteo ha annunciato che il gruppo si riunirà nei prossimi giorni e che il progetto di fusione si concretizzerà entro fine anno.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it