PESCARA. Tutti licenziati. Troppi i debiti accumulati, lo Ial Cisl č stato messo in liquidazione e i dipendenti sono stati mandati a casa. Intanto, il pm, sul fronte giudiziario, parla di indagini lunghe.
«Ci sono centinaia di migliaia di documenti da esaminare, racchiusi tutti in una stanza. Sarą un'inchiesta molto lunga». Cosģ il sostituto procuratore Andrea Papalia, che sta indagando sullo Ial (Istituto addestramento lavoratori) di Abruzzo e Molise. Tutte le sedi sono state smantellate. La magistratura e la Finanza stanno cercando di veder chiaro nei conti Ial che presentano un buco che va da 35 a 43 milioni di euro. Deficit accumulato dal 2000 al 2006. I fondi elargiti dall'Unione europea e dalla Regione Abruzzo per centinaia di corsi di formazione sono spariti.
Una montagna di denaro che, stando ai primi accertamenti, sono stati ingoiati da sprechi, spese folli, finanziamenti a campagne elettorali, auto di lusso. Si sono dissolti in mille rivoli, molti dei quali sono ancora oscuri. Sono scomparsi i soldi dei disabili che, per poco pił 100 euro di rimborso mensili, frequentavano i corsi, quelli dei disoccupati in cerca di un'altra occasione di inserimento, degli extracomunitari e di migliaia di giovani. A molti di loro non sono stati neppure rilasciati attestati di partecipazione e qualifica. Per non parlare dei corsi lasciati a metą.
Sono oltre un migliaio anche gli insegnanti che non sono stati retribuiti. Non č stato pagato nessuno: nč gli allievi, n i docenti, nč il personale interno, nč i fornitori, nč l'Agenzia delle entrate, l'Inail e l'Inps. Il denaro č stato dissipato attraverso sperperi e prelievi facili, bilanci fasulli, consuntivi finti.