«Dovevano tagliare le tasse e invece aumenteranno...»
ROMA. Veltroni annuncia cinque milioni di firme contro un governo che fa il contrario delle sue promesse elettorali: «Non rispetta le regole democratiche, forza la mano sui temi della giustizia e non fa nulla per far crescere salari e pensioni, mentre l'Italia vive una pesante crisi e le famiglie faticano ad arrivare alla fine del mese».
La campagna partirà dalla prossima settimana per mettere a confronto promesse e atti dei primi cinquanta giorni di governo. Le tasse dovevano scendere e invece aumenteranno per tutta la legislatura. Promettevano più sicurezza e invece, dice il segretario del Pd, tagliano le risorse alle forze di polizia. Parlavano di innovazione mentre la scuola avrà centomila insegnanti in meno.
L'iniziativa avrà una lunga durata e potrà andare anche oltre la mobilitazione di autunno e la manifestazione annunciata in una città del mezzogiorno. E' un appuntamento che si pone anche come alternativa di programma rispetto al rischio di una recessione economica. Ma ha anche l'ambizione di superare le angustie di partito, che si manifestano ad ogni occasione.
L'ultima è un'intervista di Goffredo Bettini all'«Unità», che si è segnalata perchè auspica, nella lunga prospettiva, un «nuovo centrosinistra», dall'Udc e Rifondazione comunista, che punti a diventare governo del paese. Il dialogo deve avvenire sulla base di «una seria coesione programmatica». Un'affermazione di lungo respiro, che si ispira alla esperienza negativa fatta da Prodi, dopo nemmeno due anni di governo. Non sarebbe più la vecchia Unione, ma un centrosinistra più coeso, con «un forte baricentro riformista».
E' bastato questo perché nel partito democratico, Arturo Parisi, Mario Barbi e altri, si mostrassero scandalizzati. Quest'ultino ha definito Bettini «ideologo della sfrontatezza e della solitudine». Parisi ha preferito sfottere e ha pregato Veltroni di spiegargli qual'è la linea del partito.
Giorgio Tonini, senatore e collaboratore di Veltroni, ha notato che il problema delle alleanze appare già, nelle parole di Bettini, una cosa lontana nel tempo. Ma ha soprattutto voluto dire che i compiti di oggi sono di radicare il partito e di operare sulle contraddizioni del centrodestra, i cui elettori saranno presto delusi. Non per caso, Antonello Soro ha accennato ieri alla «deriva del premier».
L'accenno di Bettini all'Udc ha indotto Pier Ferdinando Casini a precisare che la collaborazione tra forze responsabili dell'opposizione è una scelta obbligata, ma che le strade dei due partiti sono diverse. L'Udc non sta lavorando a un'alleanza su vecchi schemi politici, ma «per una nuova fase della politica».