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Pescara, 19/06/2026
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Data: 06/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Indagato il Sindaco di pescara. Il pm interroga i dipendenti delle imprese. La Procura cerca riscontri sul meccanismo dei finanziamenti elettorali

Varone va in ferie Salta il faccia a faccia con D'Alfonso?

PESCARA. Quattro persone interrogate su chi e come chiedeva i soldi. Non si è fermata neppure ieri l'inchiesta condotta dalla procura della Repubblica sui rapporti tra il sindaco di Pescara e i principali imprenditori della città. In procura sono stati ascoltati due dipendenti delle ditte che lavoravano con il Comune e che avrebbero corrisposto i fondi neri per finanziare le attività di partito. Altri due dipendenti di aziende ritenute vicine all'amministrazione sono stati sentiti dalla polizia. Sarebbero emersi spunti ritenuti interessanti e utili per capire tempi e modi delle corresponsioni di denaro. Da domani, intanto, il pm Gennaro Varone (nella foto) è in ferie per una settimana e questo significa che D'Alfonso non verrà interrogato prima della metà di luglio.
Il sindaco, che si è già presentato in procura sei mesi fa per parlare di Urbanistica e accordi di programma, oggetto di un'altra indagine da parte di altri magistrati della stessa procura, ha manifestato la volontà di essere sentito il prima possibile per chiarire la sua posizione.
Finora, tuttavia, l'indagine è andata avanti soprattutto su prove documentali e su alcune testimonianze. Tuttavia, secondo fonti della procura, l'inchiesta non ha avuto origine dalle dichiarazioni di una «gola profonda» pronta a rivelare il meccanismo del «rastrellamento» dei soldi da parte del sindaco e del suo collaboratore Guido Dezio per finanziare le attività di partito. Il contenuto degli appunti ritrovati a quest'ultimo e, soprattutto, la certosina analisi delle determinazioni dirigenziali da lui firmate hanno trovato riscontro nelle dichiarazioni raccolte. Riscontri positivi sarebbero emersi anche nel corso degli interrogatori effettuati ieri. I soggetti convocati in questa circostanza non sono stati iscritti sul registro degli indagati ma sono stati ascoltati come persone informate sui fatti. Dalle loro deposizioni gli investigatori cercano conferme sul ruolo del sindaco e di Dezio e soprattutto sul meccanismo di corresponsione del denaro e sull'atteggiamento usato da chi chiedeva.
Riguardo alle delibere sulla pubblicità istituzionale, la procura ha messo sotto la lente d'ingrandimento quelle relative alla «distribuzione» di 200mila euro di fondi pubblici. Secondo il pm Varone questi soldi avrebbero dovuto promuovere le iniziative dell'ente e invece sarebbero stati dirottati altrove e gestiti per l'attività personale del sindaco e del suo partito politico di appartenenza, la Margherita, poi confluita nel partito Democratico di cui D'Alfonso è segretario regionale in carica.
E anche nella gestione della pubblicità istituzionale l'accusa ritiene che tutto ruoti attorno alla figura di Dezio, incaricato della redazione delle determinazioni dirigenziali con cui si assegnavano i fondi a disposizione. Secondo il pm, il sindaco avrebbe non a caso deciso di affidare proprio a Dezio la gestione dei finanziamenti sottraendola al controllo dell'area Lavori pubblici e assegnandola al dirigente dell'ufficio Appalti e patrimonio. Dezio, ritenuto «persona di strettissima fiducia del sindaco e incaricato del reperimento di risorse per l'attività politica», sarebbe stato scelto anche in virtù del suo doppio ruolo di tesoriere del partito e di dirigente comunale, un cumulo di cariche andato avanti per un certo periodo di tempo.

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