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Pescara, 19/06/2026
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Data: 08/07/2008
Testata giornalistica: Ansa
Autostrade: antitrust, penalizzati utenti e concorrenza

L'Antitrust boccia le recenti modifiche alla convenzione con Autostrade e con le altre concessionarie perche' ''penalizzano i consumatori'' nella determinazione delle tariffe e ''restringono i gia' ridotti spazi per la concorrenza nella gestione delle infrastrutture autostradali''.

Non solo, dice in sostanza il Garante, si rinnovano le concessioni senza nuove procedure di gara, ma le si rinnovano per trent'anni, includendo nella convenzione anche le nuove tratte da costruire e, per di piu', con un meccanismo di determinazione tariffaria che prescinde dal livello di redditivita' del concessionario e della sua capacita' di recupero di produttivita' che sarebbe giustificabile solo se si fosse riassegnata la concessione tramite gara competitiva.

A finire nel mirino del Garante della concorrenza e' l' emendamento al decreto legge anti-infrazioni presentato dal nuovo Governo e approvato dalle Camere, che modifica lo schema di convenzione tra Anas e gestori autostradali. Con le modifiche apportate, la convenzione, che avra' durata trentennale, non segue piu' nella determinazione delle tariffe il 'price cap', il vecchio meccanismo di determinazione dei pedaggi che aveva come obiettivo quello di incentivare la riduzione dei costi a vantaggio del sistema tariffario.

Inoltre, la proroga delle concessioni sottrae alla concorrenza non solo la rete gia' assegnata, per la quale l'Antitrust aveva a suo tempo gia' segnalato l'esigenza di procedere a nuove gare, ma anche le tratte non ancora realizzate per l'ampliamento della rete autostradale. In particolare, sottolinea l'Authority, soprattutto per quanto riguarda la convenzione sottoscritta da Anas e Societa' Autostrade per l'Italia, principale gestore nazionale, con la nuova legge ''ancora una volta la costruzione e la gestione di nuove tratte autostradali viene sottratta al confronto concorrenziale derivante da un eventuale e alternativo ricorso a procedure ad evidenza pubblica''. Una serie di interventi posti a carico del concessionario, consistenti in nuove opere e tratte autostradali e, piu' in generale, nel potenziamento della rete, spiega infatti l'organismo guidato da Antonio Catricala', saranno ''oggetto di regolamentazione economica sulla base della stessa convenzione unica''.

Per questo l'Antitrust ha inviato una segnalazione ai presidenti di Senato e Camera, al presidente del Consiglio e ai ministri dell'Economia, Giulio Tremonti, e delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Nel documento si auspica che Governo e Parlamento riesaminino le normative in modo da ''non eliminare del tutto i gia' esigui spazi lasciati alla concorrenza per il mercato, almeno per le tratte non ancora realizzate e per l'ampliamento della rete autostradale'', e a ''mantenere un sistema di adeguamento tariffario che incentivi la minimizzazione dei costi e il trasferimento dei relativi incrementi di efficienza produttiva agli utenti'' traducendole ''in tariffe di pedaggio piu' basse''. No comment dal ministero delle Infrasutture che, dicono fonti vicine al ministro, ''valutera' non appena avra' contezza della segnalazione''. Aspetta di leggere le carte anche l'ex ministro Antonio Di Pietro, che nel corso del suo mandato aveva definito la convenzione ora modificata dal nuovo governo. Il ministro ombra alle Infrastrutture, Andrea Martella, definisce invece il provvedimento ''un autentico regalo fatto alle concessionarie''. Per il presidente dell'associazione dei consumatori Adusbef e senatore dell'Idv, Elio Lannutti, con queste modifiche ''il governo ha regalato al monopolista naturale ulteriori vantaggi e chi paga sono, ancora una volta, i malcapitati utenti''.

Insomma, fa Robin Hood al contrario: ''toglie alle masse per dare ai potentati economici''

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