Stop quasi totale di treni e mezzi pubblici e caos di traffico nelle citta', oggi, per lo sciopero di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti, Orsa trasporti, Faisa e Fast. E' il secondo stop congiunto in due mesi, dopo quello del 9 maggio, per rivendicare l'apertura del negoziato sulla piattaforma di contratto unico della mobilita', dopo che nel dicembre scorso e' scaduto il contratto per ferrovieri e autoferrotranvieri. Lo sciopero di 24 ore e' cominciato alle 21 di ieri nelle ferrovie mentre quello nel trasporto pubblico locale segue modalita' diverse da citta' a citta'. Sono stati garantiti, nel rispetto delle fasce orarie previste dalla legge, i servizi minimi essenziali limitando, su invito della Commissione di garanzia, la sovrapposizione nelle fasce protette tra mezzi pubblici locali e treni. A Napoli, in particolare, sono spuntati furgoncini abusivi attrezzati per offrire ai pendolari, in attesa alle fermate, un servizio sostitutivo. Per le organizzazioni sindacali, e' stato un successo, visto che si e' fermato circa l'82% di treni, bus, tram e metro su tutto il territorio nazionale con punte del 100% in alcune localita'. L'alta adesione allo sciopero, rilevano, rafforza le ragioni della vertenza che riguarda 250mila lavoratori in totale, che si sono dimostrati compatti. Ma le aziende Asstra ed Anav si dicono pronte ad ''aprire immediatamente'' il negoziato solo per rinnovare il contratto dei 120mila autoferrotranvieri. I presidenti di Asstra e Anav, Marcello Panettoni e Giuseppe Vinella, si dicono disponibili ad avviare una verifica in sede tecnica sulla possibilita' di accorpare in un unico contenitore i contratti di lavoro dei trasporti. Ma per il leader della Uil, Luigi Angeletti, la vera questione che oppone sindacati e imprese dei trasporti e' l'aumento salariale: ''Non potendo dire di no in questo momento agli aumenti - spiega - si trova il pretesto che e' difficile mettere assieme i vari contratti''. ''C'e' un solo tavolo e un solo contratto e non prendiamo in considerazione finti tavoli tecnici o rinnovi tradizionali'' ha replicato alle aziende il segretario nazionale della Filt Cgil Franco Nasso secondo cui Asstra e Anav sono ''pregiudizialmente ostili'' e tentano di ''dilazionare strumentalmente i tempi del contratto''. Per Nasso ''Confservizi si presta a questo gioco'' visto che il presidente Raffaele Morese ritiene che ''sarebbe meglio lavorare su due binari: quello del rinnovo contrattuale di settore e quello della definizione, in un secondo tempo, di uno schema di possibile nuovo contratto della mobilita' che rispetti le compatibilita' economiche e di efficienza delle aziende'' del trasporto locale. Il segretario generale della Fit-Cisl Claudio Claudiani definisce ''pretestuosa e inconcepibile la chiusura di Asstra e Anav'' che vogliono ''sottrarsi al negoziato su un contratto che puo' promuovere il rilancio complessivo della mobilita' su ferro e gomma in Italia''. Insomma, dice il segretario nazionale della Fit per gli autoferrotranvieri Walter Baricevic ''non c'e' alternativa a un immediato avvio del confronto sul contratto unico della mobilita''' anche perche' ''il miglioramento dei servizi e la modernizzazione dei trasporti su ferro e gomma sono cruciali per l'economia, di fronte ad una crisi energetica che obbliga ad investire sui trasporti collettivi di massa''. E il presidente della Commissione Trasporti della Camera dei deputati, Mario Valducci auspica che ''possa avviarsi quanto prima un confronto con le parti sociali per evitare nuovi disagi in un settore che e' a forte sofferenza''