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Pescara, 19/06/2026
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Data: 08/07/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
L'Abruzzo è rimasto a piedi, stop totale. Adesione massiccia allo sciopero dei trasporti, e oggi si ferma la sanità

PESCARA - Lo stop di treni e mezzi pubblici per lo sciopero proclamato dalle organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti, Orsa trasporti, Faisa e Fast a sostegno della vertenza per il nuovo contratto unico della Mobilit è stato praticamente totale. A fine giornata, si legge in una nota dei sindacati, le adesioni sono state su tutto il territorio nazionale intorno all'82%, con punte del 100% in alcune località. Hanno iniziato i trasporti ferroviari con lo stop partito alle 21 di domenica scorsa, a seguire autobus, tram e metropolitane rimasti nei depositi per l'intera giornata giornata di ieri. Risultato: disagi per tutti gli utenti, soprattutto per coloro che dovevano raggiungere il posto di lavoro. Ad aderire allo sciopero in Abruzzo più del 90 per cento degli addetti al settore trasporti della regione. Alcune corse sono state effettuate nelle ore più affollate per evitare ulteriori disagi ai cittadini. Questo secondo stop è stato proclamato dalle sigle di settore a sostegno della vertenza per il contratto unico della mobilità.
Ma oggi si ferma anche la sanità, dalle 9.30 inizia la maxi-manifestazione, in piazza Alessandrini, sotto la sede dell'assessorato regionale a difesa dell'ospedale civile di Pescara, per sostenere le sue eccellenze ed evitare un ridimensionamento della struttura, che, di fatto, rischia di diventare solo il grande pronto soccorso dell'area metropolitana. Lo ha ribadito il capogruppo del Partito della Libertà al Comune di Pescara Luigi Albore Mascia che scenderà in piazza per sostenere la protesta di tutti quegli operatori, medici, infermieri e dipendenti che, dopo anni di precariato, stanno andando a casa. All'iniziativa saranno presenti tutte le sigle, ossia Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Il piano di rientro prevede corpose riduzioni del personale: a fine luglio non saranno riconfermati i contratti per 120 infermieri, 6 tecnici di laboratorio, 3 tecnici di radiologia e 48 Edp, ossia il personale che opera nel Cup e nel settore amministrativo. Secondo il capogruppo Pdl Albore Mascia «sono decioni assurde, le cui conseguenze ricadranno, inevitabilmente, sui cittadini. Assisteremo alla fuga di cervelli, ossia primari eccellenti, di elevata professionalità, e agli inevitabili disservizi per l'utenza, già oggi costretta a sopportare lunghe liste d'attesa per semplici esami, altra problematica che il piano sanitario regionale non ha chiarito come intende risolvere per Pescara - ha ancora ribadito Mascia - che quella di oggi sarà ovviamente solo la prima delle iniziative che organizzeremo in difesa della sanità cittadina».

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