ROMA. Arrivano una serie di piccole e grandi novità alla manovra 2009: dalla conferma dello stop ai ticket sanitari sulla diagnostica fino al ripristino degli organici per le forze dell'ordine, passando per aggiustamenti al patto di stabilità interno. E' infatti confermata l'intenzione del governo di traslare parte del disegno di legge nel decreto all'esame delle commissioni parlamentari. In tutto dovrebbero essere 57 su 75 gli articoli trasferiti. L'esame parlamentare sarà quindi impegnativo, soprattutto considerando gli oltre 1000 emendamenti arrivati alle commissioni.
In tutto dovrebbero essere 57 su 75 gli articoli trasferiti. L'esame parlamentare sarà quindi impegnativo, soprattutto considerando gli oltre 1000 emendamenti arrivati nelle commissione Bilancio e Finanze della Camera.
Una mole di lavoro che ha fatto inizialmente profilare la fiducia all'orizzonte, quando la prossima settimana il provvedimento approderà in aula. Ipotesi che però è sembrata appena più lontana dopo il tentativo da parte della maggioranza di siglare un accordo con l'opposizione per tagliare il numero di emendamenti da esaminare.
Il relatore in commissione Finanze al decreto Giorgio Jannone auspica si possa arrivare «a poche decine».
Certo, il Pd non ha spalancato le porte, ma non si è neanche sottratto al confronto. Il capogruppo in commissione Bilancio dei Democratici, Pier Paolo Baretta, ha detto di essere disponibile a presentare un «pacchetto di emendamenti segnalati», riducendo la mole da circa 500 a non più di 30-40 proposte di modifiche. Per la prova del nove occorrerà aspettare i prossimi giorni, quanto l'esame del testo entrerà nel vivo.
Qualche aggiustamento però è arrivato, tra cui il fondo per i meno abbienti, che finanzierà la social card, sarà alimentato non più dalla tassazione sui petrolieri ma dalle banche.
E come anticipato dal titolare del Tesoro: «Fermo restando l'impianto, uno dei punti su cui stiamo riflettendo è se confermare o no le royalties che incrociano gli interessi della Basilicata. Ma si tratta solamente - sottolinea - di una revisione interna al meccanismo dell'imposta».
Tra le novità che arriveranno nel decreto un posto in prima fila è occupato dal capitolo sanità: il governo conferma l'abolizione dei ticket sulla diagnostica. Il costo, pari a circa 800 milioni, peserà sulle spalle delle regioni.
Stretta sugli stipendi dei manager e delle consulenze. Per un balzello che viene tolto, si affaccia un rischio per le tasche dei cittadini: un emendamento, sempre a firma del governo, prevede che nel caso in cui le Regioni sforino i conti si attivino «forme di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie». Anche per coloro che sono «esenti a qualsiasi titolo». E poi via ancora tra piccole e grandi modifiche: il cinema è salvo, con il via libera agli sconti fiscali all'industria, ma è salvo anche il Club alpino.
Gli e-book, poi, arriveranno per alleggerire il conto delle famiglie con figli in età scolare. Ma non saranno più «scaricabili».
Solo «accessibili». Altrimenti tra carta, cartucce e toner - spiega il governo nella relazione tecnica - addio risparmi.