BRUXELLES. La ricapitalizzazione dell'Alitalia del 1996 era un aiuto di Stato e nel suo ricorso contro la decisione della Commissione europea la compagnia di bandiera non ha dimostrato la sussistenza nč di vizi procedurali nč di vizi di merito in ordine ai criteri ed alle condizioni dell'aiuto. Con questa motivazione, il tribunale di primo grado di Lussemburgo ha confermato la decisione della Commissione europea.
Entro due mesi, a decorrere dalla notifica, la decisione del tribunale puņ essere impugnata davanti alla Corte di giustizia europea, ma limitatamente alle questioni di diritto. La sentenza di ieri č la seconda sulla ricapitalizzazione dell'Alitalia da parte dell'Iri, da realizzarsi in tre tranche. Nella prima, il Tribunale di primo grado aveva accolto il ricorso della compagnia di bandiera annullando la decisione del 1997 per errori manifesti di valutazione sui tassi di rendimento dell'operazione e per non aver tenuto conto delle modifiche apportate al piano di ristrutturazione nel giugno 1997.
Senza riavviare l'intero procedimento la Commissione Europea aveva allora adottato una nuova decisione con la quale ha dichiarato compatibile con il mercato comune l'aiuto sotto forma di ricapitalizzazione per 2.750 miliardi di lire. Di qui il nuovo ricorso presentato dall'Alitalia nel novembre 2001 respinto ieri dal Tribunale di primo grado.