L'AQUILA. Per ora saranno solo due giorni ma se la "vertenza" non si sbloccherà lo "sciopero" della vendita dei biglietti si ripeterà fino al blocco totale. A scendere sul piede di guerra sono i tabaccai e gli edicolanti della città che finora hanno effettuato un servizio molto apprezzato da chi usa l'autobus per spostarsi. Nelle scorse settimane edicolanti e tabaccai hanno chiesto all'Ama di rivedere le condizioni per lo svolgimento del servizio ma è stato subito scontro.
A pagarne le conseguenze saranno come spesso accade in questi casi (si era verificata una cosa simile quando la Asl non ha rinnovato la convenzione per il pagamento ticket nelle farmacie) i cittadini. Edicolanti e tabaccai per il momento hanno deciso il blocco della vendita per solo due giorni: martedì e mercoledì prossimi. E questo soprattutto per non penalizzare i viaggiatori troppo a lungo (tra l'altro è stata scelta la metà di luglio per l'avvio della protesta per non creare disagi agli studenti). Ma se dall'Ama (azienda mobilità urbana, una spa a totale controllo comunale) non giungeranno "aperture" si andrà al blocco a tempo indeterminato della vendita dei biglietti.
Edicolanti e tabaccai attualmente devono andare personalmente a prelevare i biglietti alla tesoreria comunale, pagare in anticipo e hanno una percentuale sulla vendita dei titoli di viaggio del 4 per cento. La richiesta avanzata all'Ama è che i biglietti devono essere consegnati agli esercenti direttamente dall'azienda del trasporto urbano, il pagamento deve essere posticipato e la percentuale (l'aggio) deve essere in linea con quanto accade in altre città italiane dove si va dal 7 al 10 per cento.
L'Ama avrebbe respinto la proposta con un atteggiamento che ad edicolanti e tabaccai è apparso quasi sprezzante. Da qui una riunione per decidere le forme di protesta.
In una nota gli imprenditori aderenti a Sinagi, Fenagi e Assotabaccai si «scusano anticipatamente con i consumatori per i disagi che potranno incontrare» e non vogliono «essere la causa di possibili aumenti dei costi dei biglietti. Ciò che si chiede è infatti irrisorio rispetto ad altre sopravvenienze, come l'aumento del carburante, il costo della manutenzione e del personale».
Martedì e mercoledì quindi primi due giorni di stop. La speranza è che almeno il sindaco faccia da mediatore per cercare una soluzione.