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Pescara, 30/04/2026
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Data: 13/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Vendita biglietti per i bus, accordo difficile. La serrata di edicolanti e tabaccai L'Ama: «Richieste inaccettabili»

L'AQUILA. L'Ama non è disponibile ad accogliere le richieste, ritenute «troppo esose», di edicolanti e tabaccai. Così la "vertenza", aperta per rivedere le condizioni economiche relative alla vendita dei biglietti dei bus urbani, è destinata a non esaurirsi con il blocco del servizio già deciso per domani e martedì. Tabaccai ed edicolanti si dicono pronti ad andare oltre la serrata di due giorni, mentre l'Ama è alla ricerca di possibili strade alternative. Ma intanto a rimetterci sono gli utenti.
In questi due giorni, infatti, i biglietti potranno essere acquistati solo sugli autobus dove, però, il costo è maggiorato. Un biglietto a bordo costa 1 euro e mezzo, ovvero 60 centesimi in più rispetto a un tagliando acquistato all'edicola o dal tabaccaio. Fortemente contrariata, da questa «insolita protesta», è l'azienda per la mobilità. Per il presidente Ettore Perrotti «edicolanti e tabaccai si sono presentati all'incontro con un pacchetto di richieste inaccettabili. Vogliono l'aumento - dal 4 al 12% - della quota di guadagno su ogni biglietto venduto. E chiedono il pagamento posticipato per il deposito, nonché la consegna a domicilio dei biglietti che ora ritirano, compilando dei moduli, alla nostra tesoreria (Carispaq). Noi» aggiunge Perrotti, amministratore dell'Ama già con la giunta Tempesta, «abbiamo proposto di portare l'aggio dal 4 al 5%. In quanto al deposito dei titoli di viaggio, abbiamo detto sì alla proposta a patto che edicolanti e tabaccai si impegnino a presentare una polizza fideiussoria a titolo di garanzia».
Su posizioni opposte gli altri protagonisti della vicenda che forniscono dati diversi da quelli dell'Ama. «Abbiamo chiesto all'azienda» ribatte Tobia Taddei «di portare all'8% la quota riservata a noi che da sempre svolgiamo questo servizio e per il quale incassiamo il 4%. Una quota mai ritoccata. Abbiamo avviato la trattativa con l'azienda dallo scorso novembre, ma non ci è stato concesso nulla. Per non parlare poi della fideiussione per la quale saremmo costretti a sborsare soldi. Così, per ora abbiamo deciso un blocco del servizio per soli due giorni, in modo da non arrecare disagi agli utenti. Si tratta di un avvertimento. Ma se l'azienda continuerà a dire no, allora andremo alla disdetta della convenzione».
Un'eventualità temuta dall'Ama che, però, sta valutando ipotesi alternative. «Sul territorio» dice Perrotti «ci sono anche bar o uffici postali che potrebbero svolgere il servizio. Ma questo è un discorso prematuro».

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