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Data: 13/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
L'Abruzzo teme le sanzioni. Il 15 nuovo esame a Roma sul piano di rientro

PESCARA. Se il ministro Sacconi parla di ticket per tutti o di nuove tasse per chi sfora nella sanità, l'Abruzzo alza le orecchie, perché a tutt'oggi è ancora una regione con i conti sotto osservazione. Il prossimo 15 luglio a Roma ci sarà l'ultimo tavolo di monitoraggio, prima della pausa estiva, al ministero dell'Economia, al quale l'assessore regionale alla Sanità Bernardo Mazzocca porterà gli ultimi provvedimenti varati dalla giunta tra giugno e luglio: in particolare la manovra per la riduzione dei costi della sanità territoriale, i medici e i pediatri di base (il risparmio previsto è di 8 milioni), l'istituzione delle attività di "Day Service" che semplificherà l'accesso ai servizi e agli esami diagnostici e abbatterà, almeno nelle intenzioni, i ricoveri impropri; infine i manuali di autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private.
Mazzocca spera di ottenere il via libera dal ministero e di allontanare di nuovo il rischio, sempre incombente di commissariamento per il mancato raggiungimento degli obiettivi nel 2006 e 2007. Commissariamento che il Consiglio dei ministri ha già votato per il Lazio (l'altra Regione assieme all'Abruzzo con i conti in disordine), nominando commissario il governatore della Regione Piero Marrazzo.
L'Abruzzo ha per il momento scongiurato il provvedimento, e anche l'aumento delle addizionali Irpef e Irap, già ai massimi di legge, grazie a un'offensiva diplomatica sul premier Berlusconi che ha visto schierato col governatore Ottaviano Del Turco e con Mazzocca anche il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta. Gli impazienti Sacconi e Tremonti sono stati convinti a rimandare le sanzioni e a prendere in esame le proposte alternative avanzate da Del Turco: slittamento di un anno, al 2010, del piano di rientro, assunzione di un prestito trentennale dallo Stato per coprire il deficit. Nello stesso tempo Del Turco ha chiesto alle Regioni di fare fronte comune per rivedere le modalità dei piani di rientro considerate troppo rigide. Sembrava che il confronto fosse avviato, ma il maxiemendamento varato dal governo rimette tutto in discussione: dal taglio dei posti letto ai fondi del sistema sanitario nazionale. Per questo il presidente Del Turco ha espresso l'intenzione di voler incontrare direttamente Berlusconi. (a.d.f.)

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