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Pescara, 30/04/2026
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Data: 14/07/2008
Testata giornalistica: Trambus
Scelte coraggiose e trasporti pubblici di Maurizio Sgroi

Con un apprezzabile esercizio di realismo il governo, nell'Allegato Infrastrutture al Dpef, di cui diamo conto qui a lato, riconosce che il rincaro del petrolio avrà un effetto dirompente sulle abitudini di mobilità degli italiani e punta sul trasporto pubblico quale fattore per sparigliare una situazione ormai incagliata. Finalmente, viene da dire. Senonché mentre è saggio attendere che le parole diventino fatti, è opportuno mettere in luce un dato che rischia di finire annegato nell'oceano di cifre messe in fila dall'esecutivo: il costo della congestione veicolare. Il governo ha stimato che tale onere pesi la bellezza di almeno nove miliardi di euro l'anno, senza contare il costo sociale - leggi stress e inquinamento - che tale congestione provoca. Stando così le cose, tornare a investire sul trasporto pubblico, quindi treni, autobus, tram e metropolitane, rischia di essere un inutile palliativo se non si decide una volta per tutte di intraprendere una politica coraggiosa di dissuasione del mezzo privato, accompagnata anche da una politica che favorisca la prossimità del posto di lavoro alla residenza. Tutto il contrario del forsennato pendolarismo che contraddistingue le nostre città. Solo a Roma, per fare un esempio, si stima che ogni giorno entrino oltre un milione di persone per recarsi al lavoro. Una carovana dolorante di persone, costrette a vivere in automobile e per giunta a caro prezzo. Stimolare il trasporto pubblico significa anche utilizzare al meglio il servizio dei taxi, magari riservando a questa categoria interi spazi cittadini in concorrenza col trasporto di bus e tram in cambio di tariffe ridotte. Detto in soldoni, servono nuove idee oltre a più risorse. Sennò è solo uno spreco.

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