ROMA. Non importa scoprire gli evasori fiscali, bisogna anche farli pagare. Lo Stato ha migliorato notevolmente la capacità di far versare le imposte anche agli evasori pizzicati. Ma, anche se gli incassi sono cresciuti del 272% in tre anni, rappresentano ancora una piccola parte della montagna degli importi contestati ai contribuenti meno fedeli: a conti fatti solo il 7,37% dell'evasione iscritta a ruolo finisce effettivamente per essere recuperata. Il 92,63% no.
A fare il check up al sistema della riscossione fiscale italiana è la Corte dei Conti che, nel Giudizio sul rendiconto generale dello Stato fa un approfondimento sul sistema della riscossione coattiva, che è stato riformato, definendo questo divario tra controlli e riscossione un fenomeno preoccupante.
Per la prima volta da molto tempo, però, i magistrati contabili segnalano anche un deciso miglioramento e una maggiore economicità del sistema. Nel 2005 e nel 2006 solo il 4,35 e il 4,38% delle imposte evase contestate veniva effettivamente incassato. Ora si è saliti al 7,37%.
«Le percentuali di riscossione rispetto ai carichi retti registrate nel 2007 - scrivono i magistrati contabili - sono decisamente superiori a quelle degli anni precedenti, il che sta a significare che il nuovo sistema fornisce positive rispostè di riscossione. Tuttavia - aggiungono - non può non essere notato che dette percentuali rappresentano ancora appena il 7,37% del carico netto erariale. In altri termini significa che ben il 92,63% delle somme iscritte a ruolo non viene riscosso». La Corte dei conti sottolinea che «si tratta di un fenomeno assai preoccupante che deve essere posto all'attenzione non solo dell'Agenzia delle Entrate ma anche dello stesso ministro dell'Economia perchè denuncia una notevole divaricazione tra attività di verifica/accertamento, risultati del contenzioso ed attività di riscossione».
Il quadro tracciato non ha però solo ombre. Migliore è la percentuale di riscosso dell'evasione contributiva: nel 2007 il 22,95% degli importi contestati è stato effettivamente incassato. Ancora migliore è il trend se si guardano gli importi in valore assoluto dell'evasione scoperta e incassata: la crescita è stata esponenziale.
Si è passati dai 930 milioni del 2004, ai 1.295 milioni del 2005, dai 2.021 milioni del 2006 ai 3.460 milioni del 2007. In pratica l'aumento di gettito, che è servito anche ad alleviare i conti pubblici, è stato del 272% in tre anni, del 167% negli ultimi due anni, del 71% tra il 2006 e il 2007. A questo - spiega la Corte - hanno contributivo strumenti come le «ganasce fiscale, la semplificazione dei pignoramenti, un più ampio utilizzo dei dati in possesso dell'agenzia delle entrate, poteri più incisivi degli agenti della riscossione.