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Data: 15/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
LA TRUFFA DELLA SANITA' IN ABRUZZO - Regione sull'orlo delle elezioni anticipate. Paolini presidente ad interim. Dipietristi: subito al voto, con il Pd dialogo chiuso

PESCARA. Una maggioranza di centrosinistra che si sgretola. E un Consiglio regionale che viaggia verso le elezioni anticipate. Il presidente Ottaviano Del Turco nel carcere di Sulmona dovrà decidere se dare subito le dimissioni o attendere che la partita sia chiusa con una mozione di sfiducia.
La fine politica della sua presidenza è annunciata dell'Italia dei Valori. «Abbiamo pronta la sfiducia», dice il senatore Alfonso Mascitelli. Un avvitamento che non lascia spazi a congetture.
Sospensione degli arrestati Anche perché la legge 55 del 1990 prevede che presidente e assessori arrestati, siano sospesi di diritto da tutte le cariche. Di conseguenza a Del Turco subentra il suo vice e, ieri è stato Enrico Paolini a prendere le prime decisioni.
Paolini alla guida «Alle sei meno cinque ho assunto le funzioni di presidente. Ho firmato degli atti, ora vedremo cosa fare», racconta Paolini al termine di una riunione di giunta in una mattina tesissima fatta di «notizie catastrofiche».
Sono le 12 e nell'atrio di Viale Bovio sede della giunta, c'è il via vai degli agenti della finanza che dal quinto piano scendono decine di faldoni, lettere, cartelle. Paolini osserva in silenzio. Nel pomeriggio il procuratore della Repubblica, Nicola Trifuoggi durante la conferenza stampa lo ringrazia per aver collaborato all'inchiesta.
«Sono al servizio della Regione, come sempre», confida Paolini, «mi dispiace per le persone alle quali esprimo la mia solidarietà ma ho piena fiducia nella magistratura». Sul suo nuovo ruolo, Paolini formula un auspicio: «In questi mesi che abbiamo davanti spero di poter fare qualcosa di utile per la nostra regione. Lo farò con umiltà».
Forza Italia attende Alle 12.30 si riunisce Forza Italia. Il senatore Andrea Pastore, il capogruppo, Nazario Pagano, sollecitano la necessità di «formare una nuova classe dirigente», e il consigliere Giuseppe Tagliente parla della «caduta della Bastiglia regionale». «Sfiducia? Valuteremo, per ora cerchiamo di capire», dice Pagano. Al secondo piano di Viale Bovio il presidente del Consiglio regionale Marino Roselli sonda i capigruppo. Alla fine si decide di rinviare a martedì 22 luglio la seduta del Consiglio prevista per oggi. In Aula si prevedono anche volti nuovi.
Chi entrerà in Aula Le deleghe degli assessori arrestati: Antonio Boschetti, attività produttive e Bernardo Mazzocca sanità, sono assegnate Paolini; mentre per i consiglieri eletti:Boschetti e Camillo Cesarone, del Pd e Vito Domenici, gruppo misto, scatta la «sospensione», al loro posto entreranno i candidati della stessa lista che hanno riportato dopo di loro maggiori voti. Al posto di Boschetti, Rossana D'Alonzo della Margherita; al posto di Cesarone, Osvaldo Menna dello Sdi; e al posto di Vito Domenici, allora Forza Italia, subentra Enzo Lombardi.
«Elezioni subito» Alle 13.40 varcano l'atrio della Regione Abruzzo, tre esponenti dell'Italia dei Valori: il senatore Alfonso Mascitelli, il deputato Carlo Costantini, e l'assessore, Augusto Di Stanislao.
La posizione dell'Idv è perentoria: uscita dalla giunta con le immediate dimissioni di Di Stanislao; la presentazione in Aula promossa dal capogruppo Paolo Palomba della mozione di sfiducia contro Del Turco e la sua giunta per «ridare la parola agli elettori»; infine un monito al Partito democratico di «cambiare radicalmente uomini e modo di fare politica».
«Politica marcia» Carlo Costantini scandisce: «La politica abruzzese è marcia» e ringrazia «La magistratura pescarese, che ha avuto il merito con professionalità e capacità investigativa di far emergere un sistema di illegalità».
«Basta con il Pd» La chiusa l'esponente dei Dipietristi è già un passaggio elettorale. «Da oggi», sottolinea Carlo Costantini, «l'Italia dei Valori chiude definitivamente ogni rapporto con l'attuale gruppo dirigente del Partito democratico in Abruzzo. Il dialogo, questo PD se lo vuole lo insegua con il centrodestra, così come stanno facendo a livello nazionale».
Mura lascia Ieri sera, infine, anche Rifondazione esce dalla giunta. L'assessore Betti Mura «seppur completamente estranea alle indagini, ha ritenuto rimettere il suo mandato».

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