Extraparlamentare da giovane uno, presto sindacalista l'altro
PESCARA. I gemelli della politica, i Dioscuri cresciuti accanto al governatore-senatore-ex ministro e gli altri titoli che hanno punteggiato la carriera di Del Turco interrotta ieri all'alba dalla guardia di finanza. Lamberto Quarta e Camillo Cesarone, vite parallele accanto a Ottaviano.
Parallele, non subordinate. Un legame solidissimo, reso ancora più stretto in questi ultimi anni, quando Del Turco ha riscoperto la sua abruzzesità dopo tanti anni altrove e si è candidato alle elezioni. Personalità complementari unite dalla passione sindacale prima che da quella politica. Più scanzonato Camillo Cesarone, portato a trattare pubblicamente, a partecipare agli incontri collegiali, con l'unico cruccio di non poter fumare come vorrebbe. Più riservato Lamberto Quarta, abilissimo mediatore che non ha mai amato molto i flash, diventato negli anni un concentrato di potere dopo una giovinezza da extraparlamentare, gli agguerriti gruppuscoli a sinistra del Pci.
Nato a Chieti il 16 aprile 1955, all'inizio del 2006 Quarta è stato nominato dal governatore segretario generale della presidenza della giunta regionale, un incarico ex novo con cui sono state assorbite le funzioni della direzione dell'ufficio di gabinetto del presidente e della segreteria generale. Equivalente a un direttore regionale di prima fascia, la qualifica comporta la nomina diretta del presidente. Un incarico fiduciario, da assegnare a chi sa muoversi bene negli insidiosi meandri della burocrazia, che sa mediare con infinita pazienza anche per smussare le uscite polemiche dell'amico Ottaviano. Come nel caso del contestatissimo Centro oli di Ortona, che nessuno vuole, a destra e sinistra. Solo Del Turco se n'è uscito almeno un paio di volte con l'aria del maestro, per dettare le regole di vita: il Centro oli è decisivo per lo sviluppo, lasciateci lavorare, era il tono delle sue reprimende. Polemiche a non finire e Quarta a mediare. Finita la febbre politica giovanile, il braccio destro di Del Turco si era dedicato al sindacato ed era passato al Psi, quindi eccolo con Craxi, direttore della scuola edile di Chieti scalo fino a un prestigioso incarico politico, assessore ai Lavori pubblici con il presidente della Provincia Tommaso Coletti. Piccolo ma massiccio, Quarta si impegna molto, mostra doti di organizzatore, è la vera spalla del presidente, un vice di fatto. Fin quando Del Turco decide di portarlo alla Regione per affidargli le pratiche più rognose e lo nomina in sostanza "sottosegretario" provocando polemiche a non finire.
Cesarone, nato a Chieti il 18 luglio 1957, una passione per gli abiti della Brioni Roman style di Penne, piccolo di statura, barbetta curatissima, da giovane lavora nella pubblica amministrazione. Incarichi vari, fino alla scoperta della passione per il sindacalismo. Funzione pubblica Cgil, si innamora del settore della sanità e lì ecco il "colpo di fulmine". Quando si occupa delle convenzioni con le case di cura private, entra in perfetta sintonia con Vincenzo Angelini. Cesarone continua ad essere sindacalista, ma pian piano i suoi interessi professionali si materializzano nel campo opposto. Conquistato dalle doti manageriali del patron di Villa Pini, Cesarone si trasferisce nella casa di cura di Torrevecchia Teatina con un ruolo di prim'ordine, in pratica viene dopo il "re della sanità privata" e la moglie che controlla tutto. Un ruolo sempre più solido nello Sdi, Cesarone si candida quindi al consiglio regionale e viene eletto sull'onda di Del Turco. 2782 voti che gli valgono il secondo posto nel partito. Con il Pd ecco Alleanza riformista, un'innovazione elettorale. Il gemello politico di Quarta è abile nella mediazione, raramente perde la calma, assume incarichi importanti, come segretario della commissione permanente sul governo del territorio e i lavori pubblici. Pochi giorni fa al termine di una sfibrante mediazione diventa capogruppo regionale di un gruppo che ancora non c'è, quello del Partito democratico. E' la promozione che molti auspicavano. Un crescendo rossinianio per Camillo che nell'ufficio di via Vicentini, ex sezione dello Sdi, ama invitare gli amici a vedere le partite dell'Inter su Ski. Capogruppo del Pd, un'investitura che chissà dove può portare. Fino all'altra notte.