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Pescara, 30/04/2026
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Data: 15/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
LA TRUFFA DELLA SANITA' IN ABRUZZO - Choc nel Partito democratico: possibile il ritorno alle urne. Lolli sconvolto: fatti gravi, non riesco a immaginarmi Del Turco in quella chiave

PESCARA. Il Pd abruzzese è «sconvolto come sono sconvolto io». Questa la reazione del deputato abruzzese Giovanni Lolli, già sottosegretario nel governo Prodi, al termine della giornata che ha visto l'arresto di Ottaviano Del Turco. «Dalla conferenza stampa della procura di Pescara emergono fatti gravi, che hanno coinvolto anche esponenti del centrodestra, ma il Pd vuole ribadire ancora la sua piena solidarietà ai magistrati che stanno indagando: che si faccia subito luce su quanto accaduto. A questo punto non escludiamo il ricorso alle urne ma, oltre alla solidarietà personale per gli inquisiti, mi sento di poter dire che l'immagine che esce di certi arrestati non corrisponde finora all'idea che mi ero fatto di loro. Certo», ha puntualizzato Lolli, «mi riferisco a Del Turco: non riesco a vederlo in quella chiave».
Il ricorso alle urne potrebbe rivelarsi una batosta per il Partito democratico? «Non solo non lo temiamo, ma è l'ultimo dei nostri problemi», ha concluso l'esponente del Pd. «Sarebbe più grave il contraccolpo nella gente abruzzese, non vorrei che subentrassero sfiducia e rassegnazione».
Un terremoto lungo undici giorni. Il Partito democratico abruzzese è sotto choc: lo scorso 3 luglio il sindaco di Pescara, nonché segretario regionale del Pd, Luciano D'Alfonso, ha ricevuto l'avviso di garanzia in cui si ipotizzano i reati di corruzione, concussione, truffa aggravata e falso ideologico nell'ambito di due inchieste diverse. Ieri, il nuovo terremoto firmato dalla procura di Pescara. Questa la posizione ufficiale del Pd regionale: «Il Pd non esclude che dovranno essere i cittadini con il voto a restituire all'Abruzzo una guida pienamente legittima». I vertici regionali del partito di Veltroni hanno lasciato a una nota ogni commento: silenzio per Luciano D'Alfonso. Nella nota si afferma che «Il Pd è nato per affermare il rispetto delle regole e della legalità. Anche per questo la gravità dei fatti contestati ci colpisce e ci ferisce profondamente». «Piena fiducia nella magistratura, che sta operando con la massima attenzione e rispetto per i diritti delle persone coinvolte», ha detto Lanfranco Tenaglia, abruzzese, ministro della Giustizia del governo ombra del Pd. Tenaglia ha ammesso che «l'inchiesta che vede il coinvolgimento di personalità di rilievo suscita incredulità e rammarico». A tenere banco sono le elezioni anticipate alle quali si andrebbe se Del Turco si dimettesse o con l'approvazione di una mozione di sfiducia da parte del consiglio regionale. L'eventualità di ridare la parola ai cittadini non viene esclusa neppure da alcuni esponenti del Pd e della maggioranza di centrosinistra.

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