SULMONA. Carenze di personale, mezzi antiquati, linee non più rispondenti alle esigenze di una città che cambia. Questi i principali problemi snocciolati dal personale del trasporto pubblico nell'incontro con l'assessore Mauro Tirabassi. Con l'intento di risolvere l'ormai cronica mancanza di personale, che ha costretto a turni massacranti gli unici undici autisti rimasti, si corre ai ripari.
Per ora è stata predisposta l'assunzione di due autisti per luglio e agosto. Così gli altri, a turno, andranno in ferie. Ma per una prima emergenza risolta, tante altre dovranno essere affrontate: fra queste quella riguardante lo stato dei mezzi, che vede la gran parte senza pedana per disabili o anziani. Sui diciotto autobus di cui il servizio comunale dispone ben 10 ne sono sprovvisti, impedendo di fatto un pieno utilizzo. Allo stesso modo, circa una decina di mezzi non è a norma rispetto alle nuove leggi in materia di emissioni gassose nell'aria, essendo stati acquistati fra il 1989 ed il 1990. Altro problema è quello legato alle linee, attualmente cinque - dalla A alla E - che non riescono più a coprire le esigenze di una città che sta cambiando, con nuove zone urbane e residenziali da coprire ed orari che non certo vanno incontro ai pendolari e ai turisti che usano i treni. «Da settembre istituiremo delle nuove linee», assicura l'assessore ai Trasporti Mauro Tirabassi, «una ad esempio dovrà servire il carcere e le nuove zone urbane». Intanto si inizierà con lo spostamento del capolinea da Montevergine, sulla Statale 17, all'entrata della piscina comunale, per evitare ai ragazzi che fanno nuoto di attraversare a piedi la strada. «In questi due mesi estivi viaggerò sugli autobus», continua l'assessore, «per constare di persona i problemi degli utenti e degli autisti». Viaggi che serviranno a Tirabassi per stilare, a partire da settembre, un nuovo piano di trasporto, che renda il servizio più efficiente, bilancio permettendo. Fra i nuovi progetti l'assessore sta pensando ad un servizio di autobus a chiamata rivolto soprattutto ad anziani ed indigenti. L'idea è poi quella di creare un servizio competitivo in grado di rispondere all'eventuale gara d'appalto - in ottemperanza al decreto Burlando del 1997, finora mai applicato - che prevede la liberalizzazione del servizio per i Comuni.
Ma il pullman elettrico resta fermo. Fu acquistato nel 2001, non può affrontare salite
SULMONA. Era il 2001 quando l'autobus elettrico venne acquistato con contributo regionale per dare una svolta al trasporto pubblico della città. E invece, nuovo fiammante, con tanto di logo della Regione e autocertificazione di qualità, il piccolo pullman non ce l'ha fatta a superare il "duro" ostacolo rappresentato dal tratto in salita di corso Ovidio, andando dalla villa comunale a Porta Napoli.
Il mezzo, infatti, non riesce a superare i 30 chilometri orari, andando a creare tutta una serie di ingorghi e file soprattutto in quei tratti a lieve pendenza. E così, non avendo potuto fare nemmeno qualche mese di onorato e non inquinante servizio, il bus è stato parcheggiato nel deposito comunale dal primo anno in cui è stato messo in funzione e si trova ancora lì, un po' meno nuovo e un po' meno fiammante. Solamente trenta posti per servire il corso e le zone centrali della città che ora si vedono costrette a far varcare sui sampietrini della città di Ovidio mezzi ben più grandi, pesanti ed ingombranti, anche in contro senso.