Via libera alla riforma dei servizi pubblici locali. Nei giorni scorsi le Commissioni Bilancio e Finanze della Camera, che hanno all'esame il ddl di conversione del d.l. 112/2008, hanno approvato un submendamento all'emendamento del Governo, che ha introdotto l'art. 23 bis sui servizi pubblici locali di rilevanza economica, che amplia, di fatto, le deroghe previste per l'affidamento dei servizi. Detto in soldoni, il testo dell'emendamento prevede che "in deroga alle modalità di affidamento ordinario", quando "peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento non permettono un efficace ed utile ricorso al mercato, l'affidamento può avvenire a favore di: società a capitale interamente pubblico, partecipate dall'ente locale, che abbia i requisiti richiesti dall'ordinamento comunitario per la gestione in house" e in favore di "società a partecipazione mista pubblica e privata anche quotate in borsa, partecipate dall'ente locale a condizione che il socio privato sia scelto mediante procedure ad evidenza pubblica, nelle quali siano già stabilite le condizioni, le modalità e la durata della gestione del servizio e le modalità di liquidazione del socio al momento della scadenza dell'affidamento del servizio". Quest'ultima parte è stata inserita nel corso dei lavori parlamentari, mentre la prima è identica al testo del governo. Tra le altre novità, si prevede poi che i soggetti "affidatari diretti di servizi pubblici locali possono comunque concorrere alla prima gara svolta per l'affidamento mediante procedura competitiva a evidenza pubblica dello specifico servizio già loro affidato". "In ogni caso - si legge ancora nel testo - entro la data del 31 dicembre 2010, per l'affidamento dei servizi si procede mediante procedura competitiva ad evidenza pubblica", ma restano comunque salve "le procedure di affidamento già avviate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge".